La replica di Paolo Bruni

“lo, Paolo Bruni, sono stato accusato di aver speso fondi 
dedicati alla cooperazione per fronteggiare spese 
voluttuarie e personali.

Certo delle mie ragioni difensive, tuttavia, ho deciso 
di definire la mia posizione attraverso la richiesta di 
patteggiamento, presentata pur non avendo conosciuto la 
consistenza del fascicolo giacente presso la Procura della 
Repubblica.
La scelta, adottata in assoluta solitudine perché 
fondata su ragioni squisitamente personali, è connessa a 
fattori di primaria importanza e legati ai valori a me 
trasferiti dai miei genitori.

Non potevo permettere, infatti, che la mia necessità 
di giustizia prevalesse egoisticamente sulla serenità della 
mia Famiglia e di tutti coloro che mi si sono stretti attorno 
in questo lungo e sofferto periodo.

Consegno, tuttavia, alla valutazione di quanti hanno 
seguito le mie traversie un dato oggettivo e 
incontrovertibile che replica in modo netto alle accuse 
che mi sono state mosse: il Commissario che ha ereditato 
la gestione di Confcooperative Ferrara, a seguito delle mie 
dimissioni, ha trovato un bilancio assolutamente attivo ed 
ineccepibile.”

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