La ricezione a Ferrara parla cinese

12 ricezione cineseUn imprenditore su venti a Ferrara parla cinese, marocchino o romeno. Il 5% del tessuto imprenditoriale della città infatti è in mano a uomini e donne provenienti da fuori Italia.

In particolare, l’etnia più diffusa è quella cinese, con quasi 400 persone con una carica all’interno delle aziende. Poi, al secondo posto, ci sono con 363 persone originarie del Marocco. Sotto di loro ci sono i romeni, con 316 persone, seguiti da albanesi, 265, e pakistani con 178 imprenditori e soci d’azienda.

L’etnia più diffusa quindi è quella cinese, e tra gli imprenditori si registrano età medie molto più basse rispetto a quelle italiane. Se, in media, il 3,8% di imprenditori italiani ha meno di 30 anni, per quel che riguarda i cinesi si parla di un 18,5%, ovvero quasi una persona su cinque non ha ancora varcato la soglia dei 30 anni.

Il settore che parla di più il cinese è quello degli hotel e dei ristoranti. Poi, al secondo posto, c’è il settore del commercio e, poi, con 73 imprenditori, la manifatturiera, soprattutto confezioni di abbigliamento. La Camera di Commercio registra una forte presenza di laboratori gestiti da persone di origine cinese, 60, tutti in provincia di Ferrara.

Ma è in città dove questa etnia sviluppa più affari e lavoro. Poco più della metà invece si è spostata nell’alto ferrarese, e in particolare a Cento. Sul litorale invece è in espansione la presenza di cinesi all’interno del tessuto imprenditoriale.

Da sottolineare come nessun imprenditore cinese abbia investito o abbia la sede di un’attività a Formignana, Masi Torello, Voghiera, Goro e Migliaro.

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