La sanità ferrarese riflette su se stessa a 40 anni dalla Legge 833

Un pomeriggio dedicato a fare il punto sulla sanità ferrarese, oggi nell’Aula Magna dell’Arcispedale sant’Anna a Cona, a 40 anni dalla legge 833, che istituì il Servizio sanitario nazionale. Una legge firmata da Tina Anselmi , prima ministra della Repubblica e ministra alla Salute del 1978, una donna e un politico di grande lungimiranza, di cui non si ricorda abbastanza il ruolo avuto nella creazione del Servizio Sanitario nazionale.

La legge 833, che  ha radicalmente cambiato la cultura della sanità nel nostro Paese e posto le basi anche di  una diversa concezione della salute sociale e individuale,  ha messo alla base delle politiche sanitarie il riconoscimento della salute come diritto universale dei cittadini e dato avvio ad una sanità uguale per tutti e rispettosa della dignità delle persone. Obiettivi sempre validi, come si è detto oggi a più voci nel convegno di Cona, ma sempre a rischio e per questo da porre sempre in primo piano nelle politiche sanitarie come orizzonte operativo e politico.
Oggi a 40 anni da quella riforma, molte cose sono cambiate nella società, nella sanità e nelle persone e per questo oggi diventa più che mai necessario riflettere sul percorso compiuto per ripuntualizzarne la applicazione.  Tre le sessioni del Convegno, aperto dal Sindaco Tagliani e dai due direttori generali delle Aziende ospedaliere, Vagnini e Carradori, che hanno tracciato le differenza di natura sociale,  medica e sanitaria fra allora e oggi, sottolineando i valori alla base del nostro sistema sanitario, ma anche la necessità di adeguarlo alle trasformazioni avvenute, con riguardo particolare alle comunità e ai territori. Ogni sessione è stata aperta da un breve video,  che ha messo in luce gli elementi caratterizzanti della sanita ferrarese a livello di case della salute,  sanità territoriale e  azienda ospedaliero universitaria con particolare riguardo alle ricadute in termini di servizi ai cittadini delle innovazioni tecnologiche, della cultura della prevenzione  e della nuova attenzione e presa in cura dei pazienti cronici, per i quali si richiede una assistenza sempre più continuativa e domiciliare  integrata con i servizi sociali e con l’assistenza ospedaliera. sciopero sanita

 

 

 

 

 

 

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