La sfida della comunità scientifica internazionale al Covid 19 parte da due scienziate italiane

Ilaria Capua e Fabiola Giannotti, fra le protagoniste più impegnate sul fronte della ricerca scientifica internazionale, e soprattutto donne abituate a rapportarsi con gruppi scientifici di tutto il mondo, annunciano un progetto “open”, che ci apre davvero il cuore e la mente alla speranza di un cambiamento in atto.
Certamente è il primo segnale di una volontà di uscire dallo stato di choc prodotto dell’epidemia da Covid 19 attraverso un cambiamento radicale delle abitudini consolidate. Il fatto che venga dal mondo scientifico e da due donne, che in comune hanno, oltre ai meriti scientifici, l’apertura al mondo e un senso etico dell’impegno scientifico e del progresso, non ci stupisce, ma in ogni caso ci fa doppiamente piacere.

E’ il segnale di un superamento della competizione, delle chiusure nazionalistiche, degli egoismi, di una volontà di sottrarsi all’impasse della scarsa conoscenza del virus pandemico, mettendo assieme gli sforzi di tante persone di diverse discipline a diverse latitudini.
Il progetto permetterà di porre domande determinanti per sconfiggere la pandemia, utilizzando i prodigi delle tecnologie odierne per un avanzamento del sapere che porterà frutti a tutta l’umanità.
Questo, per noi, è il senso del progresso, mai disgiunto alla responsabilità di ognuno di noi.

Una parte di Zenodo (1), il mega archivio del CERN (Conseil européen pour la recherche) viene destinato, per iniziativa del suo Direttore generale, la fisica Fabiola Giannotti, a raccogliere una montagna di dati provenienti dai gruppi di ricerca dell’ One Health Center of Excellence della Florida, diretto dalla virologa Ilaria Capua, coordinatrice di gruppi disseminati presso varie università e Paesi (2) del mondo. Dati frutto del lavoro di ogni gruppo, da cui trarre risposte che nessun laboratorio, nessun team isolato potrebbe neppure immaginare di poter ricavare da solo.

Un archivio “open”, ma anche un mega-gruppo “open” di scienziati, tanti cervelli, oltre al cervellone del Cern, un’intelligenza collettiva e un’idea di scienza che ci piace: l ‘immagine di una collaborazione, che vorremmo si facesse strada nel mondo globale, come nelle nostre più ristrette comunità nazionali e locali, per gettare le basi, partendo dalla ricerca su covid 19 di un nuovo orizzonte di relazioni fra i gruppi scientifici, fra i popoli, fra gli Stati.

Un progetto che ci fa intuire quale straordinaria energia possa derivare dall’unificazione di forze accomunate da uno stesso obiettivo di conquista del bene collettivo. La posta in gioco non vale solo per Covid 19, ma mette le basi di un modo nuovo di affrontare l’allarme che viene lanciato da anni ai governi, dalla comunità scientifica, da filantropi geniali come Bill Gates, di ricorrenti, future, possibili pandemie. Un nuovo approccio concreto ai mali del pianeta, dove alla logica della conquista di primati economici e di armamenti, si sostituisce la logica del prendersi cura davvero degli esseri umani e del pianeta.
Una sfida, che chiama in causa non solo la Scienza, ma i sistemi di istruzione, le arti, la cultura tout court, come generatori di pensiero e di confronto autonomo, di dialogo libero da ideologie.

A raccontare come è nata l’iniziativa è la stessa Ilaria Capua in una intervista sull’Huffington Post del 29 aprile scorso, realizzata da Giulia Belardelli. https://www.huffingtonpost.it/entry/sconfiggeremo-covid-19-con-le-intelligenze-collettive-intervista-a-ilaria-capua_it_5ea8918bc5b623c0a97fa864?ncid=other_trending_qeesnbnu0l8&utm_campaign=trending

(1)Zenodo da Ζηνόδοτος, Zēnódotos; Efeso, 330 a.C. circa – 260 a.C. circa) è stato un filologo greco antico, primo direttore della biblioteca di Alessandria (da Wikipedia)

(2) Ilaria Capua coordina “scienziati dell’Università della Florida, del Cern , ISI di Torino e di importanti istituti di ricerca italiani ed esteri. Ha avuto un generoso finanziamento da un imprenditore italiano, con cui ho costruito un team diversificato di persone. Del team fanno parte matematici, fisici, economisti, ingegneri, medici, veterinari, agronomi, esperti di clima e altri ancora: è un gruppo molto eterogeneo che si è creato anche venendo dal basso, perché il Covid-19 sta fungendo da acceleratore di interdisciplinarietà.”

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
136 queries in 1,177 seconds.