La stagione teatrale di Teatro Nucleo prosegue domenica 14 novembre con “Il percorso di un’anima: Dante e la Divina Commedia” di Abraxa Teatro

La Stagione teatrale Le Magnifiche Utopie prosegue domenica 14 novembre alle 19,00 con lo spettacolo di Abraxa Teatro “Il percorso di un’anima: Dante e la Divina Commedia”, adatto ad un pubblico eterogeneo per età (ragazzi dai 10 anni in su) caratterizzato da un particolare allestimento scenico circolare, progettato per integrare gli spettatori e renderli testimoni interattivi dello svolgimento dell’opera. Questa scelta è dettata dalle celebrazioni nel 2021 della morte del poeta e Abraxa Teatro, con questo nuovo progetto scenico, vuole rendere omaggio a questa figura fondamentale della cultura italiana.

Domenica 14 novembre alle 19,,00 | Teatro Julio Cortàzar (via della Ricostruzione 40, Pontelagoscuro – Ferrara) | Ingresso a offerta libera | Prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected]

“Il percorso di un’anima: Dante e la Divina Commedia” di Abraxa Teatro

Regia di Emilio Genazzini. Con: Massimo Grippa, Alberto Brichetto, Lorenzo De Santis, Giulia Genazzini, Giorgia Lunghi, Silvia Ponzo, Mariano Viggiano.

Lo spettacolo è la realizzazione di un viaggio affascinante, con colori e toni molto differenziati tra le tre cantiche poeticamente descritte dall’Alighieri.

Un viaggio elaborato con un disegno drammaturgico tale da segnare un “percorso” con ritmi di azioni diversi e incalzanti, contraddistinte da forti contrasti, attuando una serie di soluzioni sceniche ideate per superare le difficoltà inerenti a questo complesso compito di allestimento.

Il progetto della messinscena è originale: non si vuole rappresentare tutta la Commedia, ma si narreranno volutamente solo alcuni canti per arrivare a esprimere e a comunicare alcuni tra i valori più importanti trattati dalla Commedia, qualcosa definibile come una quintessenza dell’opera. Questo anche per facilitare il pubblico a comprendere e porre l’attenzione sugli argomenti scelti.

Pertanto sono stai posti in evidenza:

Il Canto III dell’Inferno perché incarna la possibilità di catapultare gli spettatori nel primo dei mondi ultraterreni in quanto è il canto in cui Dante insieme al poeta latino Virgilio, si trova di fronte alla porta dell’Inferno. Questo creerà la condizione scenica affinché tutti gli spettatori si sentano totalmente coinvolti nell’attraversamento della porta menzionata. L’apparizione di Caronte, che raccoglierà tutte le anime per traghettarle verso la riva dei dannati, la bandiera seguita dagli ignavi, il suono del terremoto creato con musica dal vivo, la superficie riflettente e deformante dei dannati, l’apparizione e la sparizione delle anime, costituiranno un insieme di continue sorprese che terranno gli spettatori continuamente presenti emotivamente e intellettualmente nella rappresentazione;

Il Canto VI del Purgatorio invece, dopo una introduzione creata dal canto delle muse e da alcuni versi appartenenti al Canto I del Purgatorio, esprime tutta la rabbia del Sommo Poeta nei confronti delle guerre, che nella sua epoca continuavano ad attraversare il terreno italico, e nei confronti del vuoto di potere determinatosi con la lotta tra il papato e l’imperatore. Mentre in relazione alla città di Firenze ne mette in luce in maniera ironica e particolarmente graffiante la corruzione degli amministratori e la volubilità delle genti;

Il Canto III del Paradiso anch’esso introdotto dal canto, Benedictus, catturerà l’attenzione per un improvviso cambio scenico che muterà il colore del suolo della messinscena dal verde al bianco. Qui comparirà il personaggio di Beatrice con tutta la sua carica di energia positiva e insieme ad altri personaggi femminili risponderanno alle domande dell’Alighieri sul Paradiso fino a giungere all’inizio del Canto IV per incontrare il dubbio di Dante sull’affermazione di Platone, “Dice che l’alma a la sua stella riede”. L’epilogo è tutto dedicato all’anima Dante e alla morte del sommo poeta toscano.

La “cucitura” drammaturgica dello svolgimento dei canti, sarà realizzata da una voce narrante che in maniera poetica ma chiara, darà agli spettatori presenti tutte le immagini e i nessi drammaturgici per seguire consapevolmente lo svolgersi della messa in scena. Questa voce narrante, registrata, sarà quella di Stefano De Sando che è uno dei doppiatori italiani più affermati in quanto è la voce ufficiale di Robert De Niro da tantissimi anni e anche di altri famosi attori internazionali.

L’allestimento scenico ha una parte importante nell’innovatività dell’ideazione in quanto è stato progettato per utilizzare uno spazio scenico con 3 elementi, che daranno il senso di tronchi di cono adagiati a terra, scelti per ritrovare simbolicamente le configurazioni dei mondi ultraterreni visitati da Dante. Questi elementi scenici montano superfici riflettenti in grado di restituire ai personaggi e agli spettatori, testimoni interattivi, immagini nascoste del percorso dell’opera.

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