La stretta creditizia mette in ginocchio le imprese

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E’ sempre più difficile, soprattutto per le piccole e medie imprese, ottenere credito dalle banche. E a Ferrara è ancora più difficile che altrove. Lo testimoniano i dati raccolti dalle associazioni dell’artigianato ferraresi, CNA e Confartigianato.

Rielaborando dati della Banka d’Italia, la responsabile credito di Confartigianato, Daniela Zuffoli, osserva: “Al 31 dicembre 2012, l’ammontare complessivo del credito all’impresa in provincia di Ferrara era diminuito del 7,5% rispetto a dodici mesi prima. Un peggioramento più pronunciato di quello medio italiano, pari al 5,7%”.

Quindi, si ottiene meno credito ma anche a condizioni peggiori: il tasso d’interesse medio applicato sui finanziamenti alle nostre imprese è pari al 5,12%; sui prestiti a breve si arriva addirittura al 7,94% per le imprese con meno di 20 dipendenti. Interessi davvero alti.

Le piccole imprese sono le più penalizzate dalla stretta creditizia, cioè dalla poca disponibilità delle banche concedere prestiti e affidamenti: a livello nazionale si riscontrava, nel primo trimestre 2013, una contrazione dei prestiti complessiva del 2,3%; per le piccole imprese il calo era più elevato, pari al 4,1%.

Giampaolo Lambertini, responsabile del dipartimento economico di CNA, ha una serie di dati che vengono da Unifidi Emilia Romagna, il consorzio che raggruppa consorzi e cooperative di garanzia in tutta la regione: “nel luglio 201, il consorzio aveva garantito 564 operazioni di prestito per 45t milioni di euro, sulla provincia di Ferrara; dodici mesi dopo, le pratiche sono diventate 459, per 35 milioni di euro; a luglio 2013 le pratiche si sono ulteriormente assottigliate, 395, per un importo di soli 29 milioni dei euro.

“A questo – spiega Lambertini – si aggiungono le altre difficoltà che stanno incontrando tutte le piccole e medie imprese. Reddito d’impresa basso, difficoltà a ottenere il pagamento di beni e servizi, e il credito sempre più difficile da ottenere sono una miscela esplosiva, che sta mettendo in ginocchio il nostro tessuto economico”.

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