La tragedia di Massenzatica e le mazzette sotto il Duomo: ecco la cronaca del 2014

mazzettePotrebbe essere la sicurezza la parola al centro delle pagine della cronaca ferrarese per l’anno 2014. L’anno che se ne va è infatti quello in cui si concretizza l’attività di diversi comitati di cittadini che nell’area adiacente il Grattacielo si uniscono affinché l’amministrazione porti investimenti e vengano combattuti il degrado e la microcriminalità concentrata sopratutto nella zona  Gad. L’Assocazione Residenti Gad e il Comitato Zona stadio sono fra i gruppi di cittadini più attivi. Al Grattacielo inoltre arriva chi compra un appartamento per farci un investimento e spera che altri lo seguano.

L’anno 2014  si apre con una notizia che arriva dalla giustizia che controlla la legalità degli atti della pubblica amministrazione: la Corte dei Conti  contesta alla Provincia l’assunzione di Manuela Paltrinieri come capo di gabinetto della presidente, oggi consigliera regionale per il Pd, Marcella Zappaterra.

Febbraio, invece, esordisce con il maltempo. Il livello dei fiumi, per le piogge incessanti, preoccupa. Sopratutto il Reno a Cento. Il rischio esondazione è forte e arrivano i sacchi di sabbia per prevenire disastri. Nel giorno di San Valentino invece il processo di Cona -dopo una pausa per una perizia tecnica voluta dal Tribunale – torna in aula ed entra nel vivo. Sul banco degli imputati anche l’ex direttore generale, Riccardo Baldi.

massenzaticaMarzo è il mese della tragedia di Massenzatica. Il 18 marzo quattro persone, due coppie, fra i 20 e i 31 anni, finiscono nel canale e muoiono dopo la curva del ponte, in passato al centro di numerose polemiche. Per quell’incidente la procura indaga e iscrive nel registro degli indagati la stessa presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, l’ingegnere capo, Mauro Monti e il sindaco di Mesola, Lorenzo Marchesini.

Una tragedia della strada si registra anche in aprile. Il giorno di San Giorgio Tiziana Leonardi di 39 anni con i due figli finisce con la sua auto Panda contro un platano a Quartesana. Per loro non c’è scampo. L’intera città è in lutto.

Il 29 aprile gli applausi all’assemblea nazionale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, per alcuni dei poliziotti condannati definitivamente per la morte di Federico Aldrovandi diventano un nuovo caso nazionale. A Patrizia Moretti, la mamma di Federico, arriva la solidarietà anche da parte del Capo dello Stato. Il riconoscimento giuridico del reato di tortura si fa sempre più concreto.

Luglio: il presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani viene condannato in appello per il caso Terremerse. Errani s dimette e la Regione deve andare a elezioni anticipate. In Italia intanto, e anche a Bologna, è scoppiato il caso dei consiglieri indagati per i rimborsi. Tra quelli ferraresi finiscono nel fascicolo della procura bolognese anche Mauro Malaguti di Fratelli d’Italia e Roberto Montanari del Pd.

Arriviamo ad ottobre. La crisi morde anche nel nostro territorio e il campanello d’allarme è rappresentato da quanto è avvenuto davanti ai cancelli della Mirror. Il 21 ottobre  un gruppo di addetti alla logistica, dipendenti di una coop che aveva in appalto da anni il lavoro, guidato dal sindacato Sì Cobas blocca l’ingresso per giorni ai dipendenti dell’azienda che lavora come conto-terzista per le Ceramiche Sant’Agostino.

Novembre: Goro con una fiaccolata senza precedenti chiede verità per la morte di Willy Branchi, un giovane 18enne ucciso nel 1988. Il paese si stringe a fianco del fratello Luca, che chiede a chi sa, di parlare.

Arriviamo a dicembre: dopo il ponte dell’Immacolata una mazzetta da 10mila euro incastra un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e quello che sarebbe il ‘presunto mediatore’. I due – secondo leFiamme Gialle – intascavano soldi dai commercianti che in cambio ottenevano controlli blandi dal fisco.

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