La vicenda di Paola Burci

Quella di Paula Burci è una storia in comune a tante altre giovani e belle donne giunte dall’est con la speranza di un lavoro serio nel nostra Paese ma che poi finiscono in strada, spesso alla mercé di persone senza scrupoli, che perdono la testa per  fare sesso e magari farci sopra anche qualche soldo.

Paola Burci era una diciannovenne bella e in forma smagliante. La donna perfetta –secondo la pubblica accusa – per essere messa in strada da una sua connazionale, Gianina Pistroescu, anche lei prostituta, che ad un certo punto vede in Paula la possibilità di tirarsi via dalla strada e sfruttare la ragazza più giovane per fare soldi senza lavorare.

Così la strada per Paula arriva subito dopo il suo arrivo in Italia, i primi giorni del 2008 e a Ferrara. La sua sfruttatrice infatti frequenta il mondo di un locale di Villadose, un comune ubicato in provincia di Rovigo. Un locale ambiguo frequentato da molte donne dell’est, ma non solo, e da tanti uomini che forse  si recavano lì per bere qualche ‘goccino’ ma anche per trovare un po’ di piacere a pagamento.

Nelle sere dell’inverno ferrarese, Paula si prostituisce lungo la curva di via San Giacomo, a ridosso del polo tecnologico di Ferrara. Quando arriva suscita l’invidia di alcune colleghe: la sua freschezza infatti fa sì che molti uomini vogliano e cerchino solo lei.

Uno di questi forse riesce ad entrare nella vita privata di Paula e forse è proprio questo l’inizio della sua condanna a morte.
IL desiderio di uscire da quella vita infernale, fatta di prostituzione, sfruttamento e frequentazione di persone che da lei vogliono solo sesso e soldi tuttavia le costerà molto caro. La paura di essere scoperti infatti va al di sopra di tutto anche di una vita umana come quella di Paula.

Così una sera, nella spola fra Ferrara e il Polesine,  i suoi assassini decidono di ucciderla nel modo più brutale: bastonata e poi accoltellata e infine bruciata. Una fine senza scampo: era il gennaio 2008, ma il suo cadavere carbonizzato verrà ritrovato soltanto il giorno di Pasquetta, il 28 marzo di cinque anni fa, nella campagna desolata di Ro Ferrarese da un gruppo di persone a spasso per caso in quel luogo con il cane. Da allora le indagini e i viaggi in Romania degli inquirenti che hanno portato ad un processo che vede sul banco solo  imputati: una ex coppia,fatta dalla sua sfruttatrice, la Pistroescu e dal suo ex compagno, Sergio  Benazzo. Una coppia interprete – come emergerà dalle testimonianze rese nel corso del dibattimento – piuttosto squallida e triste.

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