La violenza contro le donne: c’è un rischio “assuefazione” – VIDEO

38 donne da gennaio ad oggi sono state uccise in Italia dai loro compagni o ex compagni.

Che cosa accade in questo Paese dove mentre calano i reati di sangue, resta inalterato il numero dei femminicidi e non sembra che i reati di stalking e violenze domestiche accennino a diminuire?

C’è da restare senza fiato: 38 donne da gennaio ad oggi sono state uccise in Italia dai loro compagni o ex compagni.

L’ultima tragedia in ordine di tempo è accaduta ad Aci Trezza dove Vanessa Zappalà è stata uccisa per strada dall’ex fidanzato.

Che cosa accade in questo Paese dove mentre calano i reati di sangue, resta inalterato il numero dei femminicidi e non sembra che i reati di stalking e violenze domestiche accennino a diminuire?La storia di Vanessa è quella di una tragedia annunciata, un fidanzamento, la scoperta di un uomo violento, la separazione che lui non accetta, la persecuzione, la violenza, lo stalking  le denunce e perfino due giorni di arresti domiciliari poi un provvedimento di natura cautelare “L’uomo non si avvicini alla sua ex ma si tenga ad una distanza di almeno 200metri”. Se non si trattasse di tragedia verrebbe da sorridere.

Lo psicologo, dottor Stefano Callipo, Presidente Osservatorio Violenza e Suicidio,  Docente all’Università Popolare di Firenze. intervistato a Uno Mattina, spiega :la psicologia dell’omicida in poche parole, facendo chiaramente capire che un caso come questo ormai è un caso di scuola.

Un uomo violento, dalla personalità probabilmente narcisistica spesso disturbata e a basso grado di empatia se  non accetta la fine di una  storia d’amore, può diventare molto pericoloso, perché in lui può scattare un meccanismo psicologico che porta a volere la distruzione di quello che prima era l’oggetto del desiderio. Callipo spiega anche il suicidio . una personalità narcisistica stenta a  sopportare il senso di colpa.

Si è suicidato anche il settantenne che ha ucciso la moglie e la figlia di 15 anni , pochi giorni fa in un paesino del milanese, dopo aver avvisato i carabinieri del suo gesto.

Qui sembra che i litigi violenti nella coppia avessero motivazioni economiche, che l’uomo fosse depresso. Il magistrato avrebbe detto che non c’erano motivazioni per un atto del genere, e già il commento è inquietante, mentre nella  lunga lettera lasciata dall’omicida suicida sembra , per alcuni giornali che ci fosse scritto tra le altre cose che era stanco di sua  moglie e che non poteva lasciare sola la figlia ancora troppo giovane per badare a se stessa.

Certo, il primo pensiero è che solo la follia possa spingere a tanto. Eppure sentiamo che si tratta di una spiegazione troppo facile, superficiale, sufficiente a permetterti di voltare la faccia da un’altra parte e a non pensarci più.

Che non possiamo cavarcela così.facilmente.

Ci vogliono leggi diverse per proteggere le donne in pericolo? Ci vuole un supporto sociale che garantisca una prevenzione maggiore?. Serve una formazione e una cultura ad hoc nelle forze dell’ordine e nella magistratura per scardinare le dinamiche della violenza familiare ?.

Forse serve tutto questo ed altro.. La Corte Europea dei diritti umani ha condannato l’Italia: per una sentenza in un caso di stupro in cui ha ravvisato la presenza di pregiudizi negativi sulle donne

I media talvolta usano un linguaggio che implicitamente giustifica il “furore” maschile per la rottura definita brusca di un rapporto con un uomo violento.

I provvedimenti cautelari ovunque sono in aumento. Avvertiamo comunque che nel Paese da tempo c’è un clima di violenza che sceglie i suoi bersagli negli esseri più indifesi. Ed è un campanello d’allarme che non si può ignorare. La frequenza di questi casi potrebbe anestetizzare le nostre coscienze, portarci progressivamente a vivere i femminicidi con indifferenza, a non essere più moralmente sensibili al volto delle vittime. L’indifferenza è un male, sempre in agguato in una cultura di massa iperconsumistica.  Anche per questo il blog la 27° ora raccoglie i ritratti e le storie delle donne uccise dal 2012 ad oggi.

Un pensiero su “La violenza contro le donne: c’è un rischio “assuefazione” – VIDEO

  • 24/08/2021 in 19:32
    Permalink

    La violenza è anche ISTITUZIONALE!
    Chi ci salva da quella???

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.