Lamborghini Calor: crisi e sciopero. Previsti 44 esuberi a Dosso

lamborghini-calor1-e1469116629359Sta entrando nella fase più dura e difficile la vertenza della Lamborghini Calor e del gruppo Ferroli, il gruppo industriale specializzato nella produzione di caldaie, impianti di condizionamento e energie alternative a cui fa capo lo stabilimento situato a Dosso di Sant’Agostino.

Domani, i lavoratori della Lamborghini scenderanno nuovamente in sciopero per otto ore, e presidieranno lo stabilimento dalle 7.30 del mattino fino alle 12 30. Il Gruppo Ferroli ha presentato lo scorso 21 luglio un nuovo piano industriale: si tratta di rilanciare e rendere nuovamente competitivo sui mercati internazionali un gruppo in grave difficoltà; ma il nuovo piano industriale comporta tagli al 50% del personale: da 1200 addetti a 600. Per quanto riguarda Dosso, sono previsti 44 esuberi di personale, ma anche la chiusura dello stabilimento alla fine del 2017; per i lavoratori rimasti la prospettiva sarebbe il trasferimento allo stabilimento principale del gruppo, a San Bonifacio nel veronese.

Nel Veneto, dove la Ferroli ha la maggior parte della propria forza lavoro tra Alano di Piave nel bellunese e San Bonifacio, il piano di esuberi rischia di aver effetti ancor più devastanti che nel ferrarese, perché investirebbe centinaia di lavoratori. Qui la mobilitazione coinvolge quindi non solo i lavoratori ma anche i sindaci del territorio e le istituzioni. Il gruppo Ferroli aveva già attraversato una fase di ristrutturazione finanziaria alla fine del 2015: la famiglia Ferroli aveva ridotto la propria partecipazione nella società al 40%, ed erano entrati al 60% nella proprietà due fondi di investimento: Attestor, britannico, e Oxy, italiano, portando nuova liquidità. Con l’entrata dei due fondi di investimento era stata messa a punto una ristrutturazione del debito del gruppo industriale, pari a 350 mlioni di euro di cui 310 con le banche.

Doveva essere il preludio a un rilancio del gruppo industriale dopo anni di crisi, ma evidentemente non è bastato. Ora la crisi Lamborghini-Ferroli rischia di essere l’ennesimo capitolo della progressiva perdita di posti di lavoro nel settore metalmeccanico che il nostro territorio sta vivendo da anni, e che ha coinvolto aziende come Oerlikon, Romagna Ruote, Felisatti e tante altre.

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