Lampedusa: sbarco migranti, arresto per Rackete. Testimonianza di un ferrarese

Sono stati fatti sbarcare nella notte sulla banchina di Lampedusa  i 40 migranti a bordo della Sea Watch, la nave che ha messo in evidenza ancora una volta l’incertezza e per certi versi l’incapacità di prendere decisioni rapide e condivise da parte  dell’Unione Europea di fronte al fenomeno dell’accoglienza dei migranti salvati in mare dalla nave di una Ong.

Accusata di avere violato numerose leggi dello Stato Italiano,  la Capitana Carola Rackete è stata arrestata ai domiciliari, mentre il Ministro Salvini ha parlato, usando il consueto linguaggio violento e carico di irrisione e disprezzo verso la comandante della nave,  di un vero e proprio “atto di guerra”.

Irripetibili le frasi rivolte a questa giovane donna – unica ad avere avuto il coraggio di prendere una decisione, andando oltre l’immobilismo degli Stati UE – dei fanatici sostenitori di questa posizione.

Ma come vive OGGI Lampedusa questa condizione di avamposto degli sbarchi dei migranti che vengono dal mare? Abbiamo sentito la testimonianza di Alessandro Taddia, ingegnere ferrarese in vacanza nell’isola proprio nei giorni cruciali del braccio di ferro fra Ministero Interno e Sea Watch.

Sentiamo l’ing. Taddia

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