Lara Mazzoni agli arresti domiciliari

Arresti domiciliari ristretti per Lara Mazzoni, la oss di 45 anni che sabato sera ha ucciso, nella loro abitazione di Ambrogio, il compagno con due fendenti, Mirko Barioni di 39.

Lo ha disposto il gip, il giudice per le indagini preliminari, ieri, durante l’udienza di convalida.

Lara Mazzoni dunque dovrà scontare la custodia cautelare a casa, con le sue due figlie, la più piccola di tre anni, avuta quando stava con Barioni e una più grande di 16, nata da una precedente relazione. La donna dovrà stare rinchiusa nella casa della zia e sua coetanea, ad Ambrogio, e potrà vedere solo i suoi legali.

Il giudice ha capito le condizioni di Lara quella sera” ha commentato il suo legale, l’avvocato Fabio Anselmo che aggiunge: “Capisco il dolore dei familiari di Barioni, hanno il nostro massimo rispetto – dice – ma lei da tempo era vessata dal compagno”.

La donna al giudice, in lacrime, avrebbe detto: “Non volevo uccidere Mirko ma lui era ubriaco e mi aveva insultata e minacciata. Non resistevo più”.

Da vittima dunque Lara è diventata carnefice” dichiarano i suoi legali, con Anselmo l’assiste anche l’avvocato Rita Gavioli.

Per oltre quattro ore, l’udienza è durata dalle 12 alle 16,30, la donna ha raccontato il suo strazio e come sono andati i fatti.

Il gip poi ha deciso per la custodia cautelare a domicilio. Lara infatti ora si trova ad Ambrogio, a casa di una sua zia e sua coetanea.

Ieri, inoltre, sono arrivati anche i primi esiti dell’autopsia che dovrà spiegare come è morto il suo compagno.

L’esame avrebbe evidenziato che il colpo letale sarebbe stato il fendente che ha colpito l’aorta. Barioni a quel punto è riuscito a trascinarsi per alcuni metri verso il giardino cadendo a terra ormai privo di vita.

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