L’architetto Andrea Malacarne chiede una smentita

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la richiesta di smentita ricevuta dall’Architetto Andrea Malacarne

L’articolo comparso oggi sulla stampa dal titolo “Palazzo Diamanti: e adesso da dove si ri-parte?” a firma di Dalia Bighinati contiene una frase gravemente lesiva della mia serietà e credibilità, mettendo in dubbio che io esprima posizioni personali servendomi del nome dell’associazione che rappresento come presidente, Italia Nostra, forse accodandosi ad insinuazioni già apparse nei giorni scorsi sul Resto del Carlino immediatamente smentite.
La posizione di Italia Nostra in merito alla questione dell’ampliamento di palazzo dei Diamanti è stata chiaramente espressa fin dal 2017 con un comunicato (che allego per l’ennesima volta) firmato dal Consiglio Direttivo della sezione di Ferrara. In seguito, come presidente, ho sempre portato avanti in ogni occasione pubblica la linea, scientificamente fondata, contenuta in quel documento (allego lettera al Carlino, mai pubblicata, di Alessandra Mottola Molfino, ex presidente nazionale dell’associazione, che conferma quanto sopra).
La presa di posizione della sezione di Ferrara è sempre stata condivisa ed appoggiata dal Consiglio Nazionale dell’Associazione
(in allegato il documenti del Consiglio Nazionale).
Poichè l’essere presidente di un’associazione non mi impedisce di possedere una testa pensante, qualche giorno fa ho reso noto un documento di approfondimento personale, firmato come tale, documento peraltro perfettamente in sintonia con la linea espressa in precedenza dall’associazione. Il tutto dovrebbe essere chiaro per chi desidera capire, senza preconcetti.
Chiedo, in base alle vigenti leggi sulla stampa, ed in attesa di vostre scuse ufficiali, che alla mia richiesta di chiarimento e di smentita sia dato risalto pari all’articolo citato.”
Distinti saluti.
Andrea Malacarne

Rettifica e chiarimento
L’architetto Andrea Malacarne si è sentito offeso dall’inciso da me inserito nell’articolo “ Palazzo Diamanti: e adesso da dove si ri-parte?” pubblicato il 19 gennaio scorso sul sito di Telestense, in cui, riferendomi al comunicato a Sua firma del 18 gennaio, dichiaro di non capire se nel comunicato l’Architetto parli a titolo personale o a nome del Consiglio della sezione ferrarese di Italia Nostra. (Comunicato che io stessa gli ho chiesto per la nostra redazione, che lo ha pubblicato integralmente).
L’inciso non voleva assolutamente mettere in dubbio l’autonomia di pensiero dell’architetto Malacarne, non solo perché personalmente Lo stimo, ma soprattutto perché non sono abituata a mancare di rispetto alle persone. Meno che mai quando chiedo di pubblicare un loro contributo ad un dibattito pubblico.
Tuttavia, poiché riconosco, che l’avere omesso il riferimento al comunicato di cui sopra, può avere generato ambiguità di interpretazione, accolgo la richiesta di chiarimento dell’architetto senza alcun imbarazzo, perchè quell’inciso non voleva insinuare nulla, non partiva
da preconcetti, ma si limitava a fare una osservazione.
Per essere chiara fino in fondo, aggiungerò che le battaglie di idee mi appassionano, ma non ho l’abitudine di trasformarle in scontri personali, nè sono solita “accodarmi” ad insinuazioni altrui, così come non condivido i toni da “guerra di religione”, che purtroppo anche questo dibattito ha assunto.
Quello che più conta per me oggi è ripartire da questo stop ministeriale per capire che cosa sia possibile fare per non danneggiare l’immagine della città, la sua identità storico-artistica e lo sviluppo di un’economia basata su un turismo culturale, nato proprio dalle mostre allestite a Palazzo dei Diamanti e promosse dalle Gallerie civiche di Arte moderna e contemporanea.
Dalia Bighinati

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