L’aria inquinata fa male già nel pancione

incintaChe l’inquinamento dell’aria sia dannoso e sia alla base di una serie di patologie, soprattutto respiratorie, lo stanno confermando sempre più studi, ma che possa condizionare anche la vita anche di chi ancora deve nascere è una scoperta davvero recente. Lo rivela una ricerca a livello internazionale, la più estesa mai realizzata sui legami tra inquinamento dell’aria e sviluppo dei feto. Per le mamme che respirano aria inquinata da veicoli, riscaldamento e centrali a carbone è più alto il rischio di mettere al mondo bimbi con un peso inferiore al dovuto. Gli scienziati hanno analizzato i dati relativi a oltre 3 milioni di nascite in 9 nazioni in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia. Uno dei dati più preoccupanti emersi è che il rischio di un basso peso alla nascita si trova anche in zone che rispettano i limiti di concentrazione di particelle inquinanti. «Sono i livelli di inquinamento dell’aria a cui praticamente siamo esposti tutti nel mondo», ha fatto notare Tracey Woodruff, uno dei coautori dello studio. «Queste particelle microscopiche, che sono più piccole del diametro di un capello umano, sono nell’aria che respiriamo tutti».

Lo conferma anche l’Agenzia dell’ambiente europea. I dati al 2011 indicano che la maggior parte della popolazione è esposta a livelli di inquinamento superiori ai valori stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare a preoccupare sono i livelli elevati di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e di ozono, a cui sono esposti oltre l’80% dei cittadini europei. Una vera e propria emergenza che colpisce anche e soprattutto il nostro Paese. I dati relativi allo scorso anno di ‘Mal’aria’, analisi sulla qualità dell’aria di Legambiente, confermano la stessa situazione critica: su 95 città italiane monitorate 51 hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento stabilito dalla legge per il PM10. L’area della Pianura Padana, come risulta anche dal report dell’Agenzia europea dell’ambiente, si conferma come una delle più critiche”. Nell’arco del 2012 sono stati infatti registrati dati decisamente allarmanti, che è doveroso ricordare: la prima città per gli elevati e ripetuti livelli di PM10 è Parma con 115 giornate, seguita da Reggio Emilia (93), Rimini (88), Modena (85), Ferrara (77), Bologna (73), Piacenza (71), Ravenna (66) e infine Forlì (52).

Le ben note cause dell’inquinamento atmosferico sono il trasporto su strada, i processi industriali e di produzione di energia e i riscaldamenti domestici.

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