L’arte per l’arte: Boldini e De Pisis ospiti in Castello Estense. 900 milioni in 3 anni per i big della cultura estense – VIDEO

 

01 boldini de pisis in castello-1A partire dal 31 gennaio 2015 al Castello Estense sarà allestita una galleria di capolavori di due grandi pittori ferraresi che sono stati protagonisti della scena artistica internazionale tra Otto e Novecento, Giovanni Boldini e Filippo de Pisis. Il monumento simbolo della città farà da cornice alle opere dei due artisti selezionate dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, chiuso ormai dal maggio 2012 perché inagibile e in attesa di ristrutturazione e restauri.

Non è propriamente una mostra, ma il trasferimento di una parte dei musei di Palazzo Massari, in attesa di restauri, nel monumento simbolo della città, il Castello Estense. Qui dal 31 gennaio 2015 saranno ospitati oltre cento capolavori di due maestri dell’arte ferrarese dell’800 e del ‘900 come Giovanni Boldini e Filippo De PIsis: un trasferimento che costerà 900 milioni  in tre anni, questa la durata prevista dell’apertura della galleria in corso di allestimento nelle sale del Castello, che riconsegna  al pubblico ferrarese e dei turisti appassionati d’arte e curiosi della città, il patrimonio rimasto celato in seguito al terremoto del 2012.

Obiettivo degli organizzatori e degli enti curatori, dice il sindaco di Ferrara e attuale Presidente della nuova Preovincia, è quello di far vivere i musei nonostante la chiusura della sede che li accoglieva. Un impegno che in questi mesi di incertezze istituzionali – non si conosce il futuro dei nuovi organismi provinciali voluti dalla legge Del Rio – e di difficoltà economiche ha visto al lavoro insieme strutture della Provincia e del Comune di Ferrara. “Siamo stati bravissimi” esordisce l’assessore alla Cultura Massimo Maisto, perché l’impresa si presentava davvero in salita. Sembra che ce l’abbiamo fatta e, l’abbiamo davvero fatto per la città, per il turismo, per non impoverire l’offerta culturale della città”. Una sfida anche sul piano culturale, che si è tradotta in un percorso doppio, che intrecciando museo del Castello con i due grandi artisti contemporanei, ha cercato di mettere in comunicazione testimonial distanti e diversi fra loro dell’iditentà culturale e artistica di Ferrara.

d.b.  

[flv image=”https://www.telestense.it/img-video/01 boldini de pisis in castello-1.jpeg”]rtmp://telestense.meway.tv:80/telestense_vod/01-boldini-de-pisis-in-castello_20141105170057.mp4[/flv]

dal Comunicato stampa

Le sale fastosamente decorate dell’appartamento di rappresentanza al piano nobile del Castello Estense e i celebri “Camerini del Principe” saranno così la sede temporanea di due percorsi monografici che esplorano la parabola creativa di Boldini e De Pisis. I musei ferraresi conservano, infatti, i più ricchi e completi fondi dei due artisti, documentando ogni aspetto della loro ricerca: olii, pastelli e acquerelli, studi e annotazioni boldiniani, così come i dipinti depisisiani verranno messi in dialogo secondo due linee di lettura che restituiranno un intenso ritratto delle personalità artistiche dei due maestri. Il percorso espositivo si svilupperà a partire dalle sale del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie, con dipinti, opere su carta e documenti appartenuti a Boldini, dando risalto al ruolo di spicco dell’artista nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale…

 I Camerini, solitamente non aperti al pubblico, ospiteranno la seconda parte dell’allestimento, dedicata a un altro talento ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. A raccontare il percorso creativo di De Pisis saranno le opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Un altro fondamentale apporto alla valorizzazione del patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea verrà infine offerto dalla pubblicazione dell’edizione critica della corrispondenza boldiniana conservata presso il Museo Giovanni Boldini a cura di una delle conservatrici, Barbara Guidi, che rappresenta un prezioso strumento scientifico per l’evoluzione degli studi sul pittore ferrarese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.