Lasciò buco di 11 milioni di euro: al via il processo a promotore finanziario

Raffaele Mazzoni
Raffaele Mazzoni

 

Muove i primi passi, a Ferrara, il processo arrivato al dibattimento contro Raffaele Mazzoni, ex broker di Banca Mediolanum, in fuga ormai da due anni (che vive in una località protetta e non conosciuta) dai risparmiatori cui truffò quasi 12 milioni di euro.

Il giudice monocratico Debora Landolfi ha ammesso l’associazione dei consumatori Codacons tra le parti civili del processo contro l’ex promotore finanziario, accusato di truffa, falso e gestione abusiva del risparmio. All’udienza filtro di oggi seguirà quella tecnica, la prima, il 30 gennaio prossimo.

Durante le quattro ore di confronto in aula tra le parti il giudice ha respinto l’istanza di esclusione del Codacons dalla lista delle parti civili del processo e ha ammesso nuove parti civili e nuove richieste di citazione di Banca Mediolanum come responsabile civile. All’udienza hanno presenziato anche una quarantina di persone danneggiate dall’attività del promoter finanziario. “Vogliamo indietro i nostri soldi”, hanno dichiarato molti di loro.

Raffaele Mazzoni è accusato di aver provocato un buco finanziario di 11 milioni e 300mila euro, bruciando i risparmi di persone che conosceva da anni e che ha raggirato intascando i loro soldi. Mazzoni, però,ha sempre detto di non avere nascosto nessun “tesoro” e di non potere quindi risarcire le famiglie raggirate. Banca Mediolanum è stata chiamata in giudizio come responsabile civile proprio dai truffati che ora chiedono all’istituto di rimborsare i soldi spariti. Alcuni risparmiatori hanno firmato accordi di transazione con l’istituto di credito, molti invece hanno deciso di costituirsi in giudizio nel processo penale. A sua volta Banca Mediolanum è presente in giudizio come danneggiata, essendosi costituita parte civile contro l’ex promotore. Il giudice ha anche fissato una lunga serie di udienze fino al luglio 2015. Le parti hanno citato oltre 300 testimoni.

(ANSA)

 

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