Lavoro, Bonaccini: “Possibilità d’impiego per i profughi ucraini in E-R” – VIDEO

L’Emilia-Romagna accoglie un quarto dei profughi in arrivo in Italia dall’Ucraina. “L’accoglienza è un dovere per chi fugge dalla guerra ha detto Stefano Bonaccini ma servono anche integrazioni vere: dalla scuola (con traduttori e mediatori culturali) al lavoro.

In Emilia-Romagna, governo regionale, associazioni di categoria e sindacati stanno mettendo a punto un programma per “dare la possibilità ai profughi, se lo chiedono, di essere impiegati nel mondo del lavoro e di ricevere sussidi” ha sottolineato Bonaccini

“Fondamentale una vera accoglienza – ha ribadito S.E. Cardinal Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna – per dare una speranza ed un futuro alle persone che sono arrivate qui da noi”


Entrambi sono intervenuti, questa mattina, nel corso della Tavola Rotonda Agricoltura, reddito, etica, l’impegno della impresa agricola nella tutela di ambiente e lavoratori

 “Abbiamo dato vita in Emilia Romagna a un lavoro per garantire che nei bandi possono essere premiate quelle imprese che hanno “in regola” certificati di qualità. In questo modo diamo una mano affinché emergano coloro che rispettano le regole e venga punito chi non le rispetta”, ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.
“Sono salito su un trattore e mi sembrava di essere alla Nasa – ha esordito il Cardinal Matteo Maria Zuppi – e questa tecnologia non fa dimenticare le radici e nemmeno il ruolo di grande umanesimo degli agricoltori. La famiglia contadina dà un senso di accoglienza, è inclusiva. Ancor più, un tempo, c’era la consapevolezza dell’aiuto, ci si incontrava. Oggi ci aiutiamo di meno. Occorre fare qualcosa che sia più duraturo nel tempo in agricoltura, e dare fiducia per stimolare giovani. La seconda ‘r’ del Pnrr sta per resilienza: nei campi – ha sottolineato Zuppi – non si sente mai dire questa parola, non l’ho mai sentita dire da un agricoltore. Voi siete la resilienza perché sapete che cosa vuol dire il sacrificio, il tempo, il lavoro. Io mi auguro che il Pnrr impari tante cose dalla vostra resilienza”.
Il caporalato è da battere – ha chiosato Scanavino -, dobbiamo reprimerlo. Lavoro agricolo è considerato atipico, ma in realtà noi siamo tipici, seguiamo cicli biologici. Occorre riconoscere e incentivare la regolarità del lavoro, per il quale occorrono regole semplici e fatte meglio per poter utilizzare incentivi e dare stabilità ai lavoratori. Abbiamo bisogno di specializzazione per battere un sistema di lavoro che molte volte è un veicolo per coprire zone grigie che non vogliamo.
“In questi momenti di difficoltà dobbiamo trovare un filo che lega potenzialità e le sensibilità per il cambiamento – ha detto Albertina Soliani – perché l’agricoltura non vive nella guerra. Giovani, donne, innovazioni e passione per la terra devono essere luogo di pace: non c’è posto per altro”
(Comunicato stampa a cura Cia-Agricoltori Emilia-Romagna)

 

 

 

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