Lavoro e imprese: un’azienda su quattro non è in regola

ispettorato lavoro

La piaga del lavoro nero continua ad essere presente in provincia di Ferrara. A dirlo sono i dati dell’attività svolta dall’Ispettorato del lavoro che, nelle ispezioni svolte lo scorso anno, ha trovato un’azienda su quattro non in regola.

1.542 aziende ispezionate duecento in meno rispetto all’anno precedente. Di queste, una su quattro, è risultata non in regola mentre in ben 48 casi è stata decisa la sospensione dell’attività dell’impresa sino alla regolarizzazione delle violazioni accertate.

E’ uno dei dati che emergono dal report annuale dell’attività svolta nel 2013, sul territorio ferrarese della Direzione territoriale del lavoro. L’attività ispettiva si è concentrata soprattutto sul tema della regolarità e della sicurezza nella ricostruzione post terremoto, partendo dalla legalità negli appalti pubblici e privati che rischia, spiegano all’ufficio si Via Garibaldi, di mettere fuori mercato le aziende più virtuose, rispettose della legge e dei diritti dei lavoratori.

Va sottolineata, tuttavia, la drastica riduzione delle irregolarità delle posizioni lavorative (2.082 contro le 5.373 dell’anno precedente) nonostante siano stati individuati 251 lavoratori completamente in nero, tra i quali quattro lavoratori clandestini, un minore irregolarmente occupato mentre a 156 lavoratori è stato contestato il superamento dei limiti previsti in materia di orario di lavoro.

Nel settore dell’edilizia sono state effettuate 611 ispezioni, riscontrando 151 casi con irregolarità varie. Maxi sanzioni, per lavoro nero, in 53 aziende edili mentre per quanto concerne il terziario le maxi sanzioni hanno interessato 168 imprese.

Grazie alle ispezioni sono stati recuperato quasi 6mln di euro di imponibile evasi al fisco e agli enti previdenziali: 1mln e 300 mila euro sono stati riscossi tramite sanzioni amministrative mentre sono stati 1mln di euro le sanzioni non pagate, iscritte a ruolo per esecuzione forzata. Le posizioni lavorative esaminate sono state 353, un terzo delle quali presentavano criticità; sul versante maternità nel 2013 sono stati 745 i provvedimenti a tutela delle lavoratrici madri, un centinaio, invece, le dimissioni di madri lavoratrici o padri lavoratori.

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