Lavoro: occupazione a Ferrara cresce ma troppo lentamente

Il mercato del lavoro nel territorio ferrarese sta recuperando terreno rispetto agli anni più neri della crisi, ma siamo ancora molto lontani da una soluzione, e soprattutto il recupero avviene a ritmi notevolmente più bassi di quelli delle altre realtà della regione Emilia Romagna.

Questo è il quadro che emerge dalle rilevazioni effettuate dall’IRES, l’Isituto di ricerche economico sociali della CGIL, presieduto da Giuliano Guietti: il rapporto è stato presentato ufficialmente venerdì scorso in Castello estense.

Il 2016 si è chiuso, a Ferrara e nella sua provincia, con un tasso di occupazione più basso di quello medio regionale (66,6% contro 68,4%) e con un tasso di disoccupazione più elevato (10,6% a Ferrara e provincia, 6,9% in media regionale). Inoltre, è più lento il ritmo di incremento dell’occupazione: tra il 2015 e il 2016, gli occupati sono aumentati dell’1,1% nella nostra provincia, mentre sono cresciuti del 2,5% (cioè molto di più) in media regionale.

Una porzione importante dei contratti di lavoro è rappresentata dal tempo determinato: in questo Ferrara e provincia registrano una percentuale più elevata rispetto alla media regionale (17,2% contro 15,2%), con un incremento tra 2015 e 2016 pari al 17%, molto più della media regionale. La ricerca di IRES aggiunge che il lavoro a tempo determinato è maggiormente diffuso tra le donne, piuttosto che tra i lavoratori uomini.

Questo dato va letto in parallelo con un altro dato contenuto nel rapporto IRES: nel 2016 infatti, si è registrato, con la fine degli sconti contributivi, un calo delle assunzioni a tempo indeterminato, diminuite rispetto al 2015 del 39,6%.

Il mercato del lavoro ferrarese quindi appare non troppo vivace. Se si guarda ai settori economici, quelli in cui si registra il maggiore incremento dell’occupazione sono l’agricoltura (+5,8%) e trasporto e logistica (+5%).

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