Le immigrate di “Gorino” raccontano i loro sogni – INTERVISTE

Sognano soprattutto di studiare, Joy e Abidemi, due delle 12 profughe respinte a Gorino e poi accolte dalla città di Ferrara.

Per oggi le assiste hanno parole di ringraziamento e sperano di potersi rifare una vita nella nostra città, Joy con il padre del piccolo Michael che a Ferrara è nato, Abidemi magari sposando una ragazzo italiano.

 

 

 

Joy, 20 anni, era arrivata in Italia incinta all’ottavo mese fuggendo dalla Nigeria perché, cristiana, non voleva seguire la religione animista di suo padre. In Libia aveva perso di vista il marito e padre del piccolo Michael che oggi stringe felice tra le braccia.

Abidemi, 35 anni, fuggita per motivi religiosi dalla Nigeria, faceva la maestra, in Libia, dove sperava di imbarcarsi per realizzare il sogno di una vita migliore, ha vissuto l’incubo della prigionia per 6 mesi durante i quali ha subito pesanti torture. Poi è riuscita a liberarsi a salire su un barcone che l’ha portata sulle coste calabresi lo scorso ottobre.

“Voglio dire un grosso grazie agli italiani perché dopo essere scappata dal mio paese, imprigionata, e poi inizialmente rifiutata, alla fine mi hanno accolto e li ringrazio, dice Abidemi, davvero per tutto quello che hanno fatto per me.” “Che cosa sogni per il tuo futuro?” “Vorrei imparare l’italiano molto bene per poter continuare i miei studi e tornare a scuola e quando avrò finito la scuola vorrei trovare un buon lavoro, avere documenti e poi sposarmi, sorride Abidemi, magari con un ragazzo italiano.”

Sogna invece di riunire la propria famiglia Joy, che assieme al piccolo Michael a Ferrara ha trovato una nuova casa. “Questi 2 mesi sono stati ottimi, adesso sto bene, tutti si sono presi cura di me. Vorrei che mio figlio studiasse qui, e vorrei continuare i miei studi di medicina. Per il futuro a mio figlio auguro buona salute e che presto possa arrivare qui anche suo padre per conoscerlo.”

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