“Le maschere che circondano l’ambiente”: spettacolo dell’Ist. F.lli Navarra

È andato in scena presso il Teatro Barattoni, lo spettacolo teatrale “InquiNatura. Le maschere che circondano l’ambiente”, ideato, scritto e interpretato dagli studenti e dalle studentesse delle classi 2AO e 3BO dell’Istituto Agrario “F.lli Navarra” di Ostellato, con la partecipazione del prof. Stefano Pederzani e delle prof.sse Valentina Petri e Federica Pintus, su regia di Kelvin Pereira Dos Santos.

Da gennaio, gli studenti e le studentesse delle classi 2AO e 3BO dell’Istituto Agrario “F.lli Navarra” di Ostellato, assieme ai docenti, hanno partecipato ad una serie di incontri guidati da Kelvin Pereira Dos Santos, secondo il Cosquillas Theatre Metodology. Tale metodo mira a far riflettere le persone a cui viene proposto e ad aiutarle nella rielaborazione di questioni di ogni natura: lo scopo principale è quello di generare un’atmosfera inclusiva, dove ognuno possa esprimere serenamente se stesso, sentendosi accettato e parte di un gruppo. Dopo i mesi della pandemia e dell’isolamento sociale, la scuola ha scelto di puntare su un progetto che aiutasse i suoi studenti e le sue studentesse a ritrovarsi, e a relazionarsi in maniera sana e costruttiva con l’altro.

La rappresentazione teatrale non è il fine ultimo del progetto, ma solo una strategia educativa che ha dato ai ragazzi e alle ragazze l’opportunità di guardarsi dentro e imparare a gestire il peso del loro vissuto.

“InquiNatura” è nato dopo molti incontri di riflessione, di dialogo, di confronto: studenti e studentesse si sono messi a nudo, hanno condiviso le proprie paure ed esperienze, si sono interrogati sui loro sogni e sulle loro speranze. Da questi momenti, è emersa la loro voglia di approfondire i tanti motivi della superficialità ecologica, di capire da cosa nasca questo scarso interesse per l’ambiente, un interesse da tanti professato, ma raramente messo in pratica.

È uno spettacolo che, sulle orme di Pina Baush, Marina Abramovic, Jerzy Grotowski e Konstantin Sergeevič Stanislavskij, si fa domande, chiede allo spettatore di interrogarsi, di guardarsi dentro e di guardare con occhi disincantati il mondo in cui vive. È una rappresentazione che non dà risposte, non può darle; la domanda ossessiva e incalzante “Cosa sta succedendo?” vuole scuotere lo spettatore, chiedergli di prendere posizione, svegliarlo dal torpore della consuetudine, dell’individualismo, della voglia di sopraffare l’altro perché si renda conto che, attorno a lui, attorno a noi, c’è qualcosa che non va e cerchi di trovare delle soluzioni.

(Comunicato stampa)

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