Le modifiche della maggioranza allo Statuto della Fondazione di Ferrara Arte

Trasformata da Società per azioni (Ferrara Arte SpA), in Fondazione nel 2012, Ferrara Arte, cambia il proprio statuto, vale a dire l’atto giuridico che ne definisce, proprio dal 2012,  oltre  al nome, alla sede, presso Palazzo dei Diamanti e alla durata, illimitata, una serie di compiti e di caratteristiche che ne indicano prerogative e limiti.

Le modifiche portate in Consiglio comunale nelle sedute del 28 e 29 giugno sono state votate dalla sola maggioranza, essendosi allontanati  dalla sala consigliare, ad eccezione del consigliere Mantovani del M5S, in segno di protesta sulla vicenda delle dimissioni e della surroga della ex consigliera leghista Arquà, i consiglieri di opposizione, vale a dire i componenti dei  gruppi consiliari PD, Gente a Modo, Azione Civica, Misto (con relativa sospensione della discussione delle Mozioni e degli Ordini del giorno da loro presentati e originariamente inseriti nel calendario dei lavori ).

Fra le modifiche introdotte, alcune sono di assoluta rilevanza, in quanto introducono figure nuove e  una più complessa articolazione dell’attività di elaborazione delle proposte culturali che  la Fondazioni ha il compito d promuovere e gestire.

La prima modifica rilevante riguarda il presidente del Cda, che non sarà più il Sindaco, ma una figura  nominata dal sindaco, un Presidente nominato dal soci0o unico, che a sua volta potrà nominare un Presidente onorario. Nuove  anche le due figure  del Vicepresidente e del Direttore della Fondazione, nominato quest’ultimo a maggioranza assoluta dal Cda, che viene portato nel nuovo statuto da tre a cinque componenti.

Accanto al Cda e   al Comitato dei sostenitori, il nuovo statuto prevede un Comitato culturale, vale a dire un gruppo di esperti indicati  dal CDA, formato da un numero variabile di componenti, senza alcun compenso economico,  che potranno collegialmente o singolarmente avanzare proposte o formulare pareri non vincolanti.

Nuovissimo, dicevamo il ruolo del Direttore. Un ruolo che certamente fa chiarezza sulle competenze interne alla Fondazione e che diventa il super manager della stessa, come responsabile della struttura organizzativa, della programmazione , della gestione e comunicazione delle mostre e dei rapporti con altre istituzioni culturali italiane e non, con studiosi e storici dell’arte, e infine con l’informazione.

Una funzione del tutto nuova, che divide, rispetto al passato, la  responsabilità scientifica delle mostre della Fondazione dalla attività delle  Gallerie civiche di Arte moderna e contemporanea, la cui direzione era stata affidata nel decennio 2009 – 2019  alla dottoressa Maria Luisa Pacelli , storica dell’arte,  dal 2 novembre del 2020  Direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Dalia Bighinati

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