Le piccole imprese nel grande mercato: Confartigianato Ferrara – INTERVISTE

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Economia digitale, internazionalizzazione, qualità del Made in Italy.

Sono queste le parole chiave emerse dal Convegno promosso da Confartigianato Ferrara che si è svolto questa mattina nella sede dell’Associazione, alla presenza di un vast pubblico di artigiani, amministratori, rappresentanti delle Istituzioni e di altre Associazioni.

Fra i relatori, accanto al professor Frattini, economista dell’ateneo di Ferrara, Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato, Giuseppe Vancini, segretario provinciale di Confartigianato, tre artigiani imprenditori di successo: Federica Vitali, Unipasta srl di Argenta, Claudio Gallerani, Artec srl di Cento, Stefano Tolomelli, Hema-Sefra srl di Sant’Agostino. Sarà l’economia digitale la chiave di volta della trasformazione della piccola e media impresa artigiana, necessaria per metterla nelle condizioni di affrontare le sfide del mercato globale? Di questo si è parlato nel convegno che si è svolto questa mattina a Ferrara, promosso da Confartigianato Fe.

Un convegno che si è interrogato sui processi da mettere in atto per afferrare i segnali positivi, per quanto deboli, del sistema Paese in questa fase dell’economia europea e mondiale. Ma le domande che si sono posti i relatori sono partite dal concetto di piccola impresa e di artigiano. “Esiste un ruolo della piccola impresa nel mercato globale? Come è cambiato e dovrà cambiare l’imprenditore artigiano per continuare ad assicurare al sistema produttivo del nostro Paese il valore aggiunto, che ci caratterizza sul mercato mondiale, del Made in Italy?

In che cosa consiste il Made in Italy eperchè è tanto ricercato sui mercati mondiali? Nelle risposte sono emersi i valori dell’artigianalità o meglio dell’arti genialità, come l’ha chiamata il presidente nazionale Giorgio Merletti, quelli della qualità, la flessibilità, la cura del cliente, il su misura di eccellenza, come li hanno chiamati gli imprenditori testimonial, la visione di medio-lungo periodo, la passione, il know how, cioè le competenze tradizionali e quelle più nuove richieste dai nuovi spazi dei mercati internazionali, come ha sottolineato il prof. Frattini, economista di Unife, che non ha mancato di tratteggiare le strategie e i nuovi processi richiesti dai mercati globali alle imprese artigiane.

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