Le radici del rispetto al Museo nazionale di Spina

“Il 25 novembre non si esaurisce in una giornata, per quanto importante essa sia, ma deve diventare un motivo centrale della nostra cultura e della nostra società”. Questo uno dei messaggi che la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna in occasione del 25 novembre, “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”ha voluto lanciare
con l’iniziativa intitolata “Donne nell’antichità. Le radici della civiltà del rispetto”,che ha coinvolto tre prestigiose sedi museali: a Bologna la Pinacoteca Nazionale, venerdì 23 novembre, a Parma, la Galleria Nazionale, Teatro Farnese e Museo Archeologico Nazionale, sabato 24 novembre e a Ferrara il Museo Archeologico Nazionale, domenica 25 novembre.

Il rispetto è un cammino lungo e difficoltoso e se il traguardo è ancora lontano, le sue radici sono antiche: questa la motivazione con cui i occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna ha proposto tre giorni di tavole rotonde, dibattiti, visite guidate, mostre, rappresentazioni teatrali e concerti (tutto a ingresso gratuito) per richiamare l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto in Italia proporzioni da autentica emergenza e per indagarne le radici storiche, culturali e sociali. L’iniziativa, intitolata “Donne nell’antichità. Le radici della civiltà del rispetto”, che ha coinvolto a Ferrara, il Museo Archeologico Nazionale, è partita dall’invito rivolto da Clio Napolitano nella lettera pubblicata su “Repubblica” il 9 maggio 2012, perché anche il mondo della cultura, in questo caso, il mondo dell’archeologia si mobilitasse per offrire il proprio contributo alla campagna di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne con momenti di riflessione e di atti concreti, come la raccolta fondi a favore delle donne maltrattate. Domenica 25 novembre è stata la direttrice del Museo Caterina Cornelio a salutare il pubblico che ha accolto con entusiasmo l’invito ad un pomeriggio all’insegna della cultura militante, subito dopo il saluto del Soprintendente Filippo Maria Gambari, che ha ricordato la nascita della Giornata mondiale nel 1999, voluta dall’ONU. Quindi la presentazione del Centro Donna Giustizia da parte di Paola Castagnotto, e il dibattito con docenti di cinematografia, semiotica e criminologia (tra cui Alberto Boschi, e Gemma Marotta) sul tema “Rappresentare la violenza. La violenza sulle donne nelle arti visive, dalla ceramica greca al cinema moderno, agli spot “, dibattito preceduto dalla proiezione di alcuni momenti del film Arancia meccanica di Stanley Kubrik. A chiudere il pomeriggio il concerto dei maestri Pino Jodice al pianoforte e Giuliana Soscia alla fisarmonica, infine lo spettacolo “Tacchetti Rossi….Scena da uno Stupro”, scritto e diretto da Laura Masielli, con protagonisti i ragazzi del Laboratorio Teatrale Permanente “La Stazione dei Piccoli Artisti” di Cerveteri (RM) diretti da Maria Concetta Galluso.
Alle ore 19, inaugurazione della mostra “Sotto i nostri occhi ovvero la non-immagine della violenza contro le donne sui vasi attici da Spina”, allestita con i vasi attici esposti nel museo che raffigurano scene del mondo etrusco/greco legate all’argomento.

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