“Le stelle di Lampedusa”: la tragedia dei migranti, incontro con Pietro Bartolo

L’incontro con il male assoluto e’ quello che ci ha raccontato ieri sera Pietro Bartòlo, medico di Lampedusa dai primi anni ’90, da un anno e mezzo parlamentare europeo per una lista affiliata al PD nel dibattito sul web promosso dall’Associazione ferrarese Tutori del tempo,  prima associazione in Emilia-Romagna costituita da volontari formati alla tutela di tutti i minori privi di figure adulte di riferimento, perché orfani o perché i genitori sono stati sospesi o decaduti dall’esercizio della responsabilità genitoriale.

L’incontro con il male assoluto e’ quello che ci ha raccontato ieri sera Pietro Bartolo, medico di Lampedusa dai primi anni ’90, da un anno e mezzo parlamentare europeo, una decisione sostenuta da una marea di voti,  presa per  raccontare all’Europa e al mondo le tragedie in cui si e’ imbattuto nei suoi 30 anni di medico, diviso fra l’accoglienza dei migranti sulla banchina del molo dell’isola e le prime cure prestate nel Poliambulatorioda lui diretto  dove ha visto i segni di violenze e torture indicibili e dove ha cercato di occuparsi dell’anima, oltre che del corpo dei tanti disperati  che rischiano mille volte la morte per riuscire a conquistarsi il diritto alla vita.

In diretta ieri sera, sabato 5 dicembre, alle 21  sulla pagina facebook dell’Associaziond ferrarese Tutori  del tempo, l’ncontro con Pietro Bartolo è stato  introdotto da Andrea Firrincieli, primo presidente dell’Associazione.

Bartolo, che  ha risposto per oltre un’ora alle domande di Gustavo Zanoli, medico e formatore dell’Associazione Intercultura Onlus, e di tanti che hanno partecipato on line all’ evento conclusivo  dell’jniziativa “Prima leggo poi parlo”, ha raccontato con passione l’esperienza vissuta in questi anni da lui e da quanti hanno portato soccorso ai migranti sul mare e sull’isola: un compito immane, di cui il medico lampedusano ora parlamentare europeo, non ha taciuto la fatica fisica ed emotiva di fronte alle incredibili sofferenze vissute da tanti di loro: bambini, donne,  uomini fuggitj da paesi ostili, sopravvissuti al tormento di lunghi viaggi, alle violenze dei campi di concentramento libici.

Ma anche tanto sdegno per chi in questi decenni ha creato una narrazione che mistifica il fenomeno della migrazione, lo  contrasta, ha indotto a  temere l’arrivo di tanti disperati, fatti passare agli occhi dei più come invasori.

Bartolo ha reagito a questo stravolgimento della verità e dei fatti, cominciando a raccontare ciò che vedeva. Lo ha fatto nei libri, Lacrime di sale, Le stelle di Lampedusa, nei film: Fuocammare e Nour, affiancato da giornalisti e registi come Franco Rosi (Fuocoammare, Orso d’oro al Festival di Berlino), Maurizio Zaccaro,  Nour, (un film che narra la storia di una bambina arrivata sola a Lampedusa, che è stato censurato dal governo gialloverde, per approdare a metà agosto su Sky,) ma anche nelle aule delle scuole e del Parlamento europeo.

Con una speranza: che i disperati della terra possano trovare vie legali per salvarsi attraverso i corridoi umanitari , che i cittadini dell’Europa non volgano lo sguardo altrove per non vedere tanta disumanità. Una tragedia dell’indifferenza di cui la Storia e i nostri nipoti fra qualche anno ci chiameranno a rendere conto.

Dalia Bighinati

L’incontro sul web con Pietro Bartòlo, medico di Lampedusa dai primi anni ’90, da un anno e mezzo parlamentare europeo per una lista affiliata al PD  è stato  promosso dall’Associazione ferrarese Tutori nel tempo,  prima associazione in Emilia-Romagna costituita da volontari formati alla tutela di tutti i minori privi di figure adulte di riferimento, perché orfani o perché i genitori sono stati sospesi o decaduti dall’esercizio della responsabilità genitoriale.

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