Legge di Bilancio 2019: misure principali.

La manovra è legge. Il sì definitivo è arrivato dalla Camera a poche ore dall’esercizio provvisorio con i voti a favore di M5s e Lega. I sì sono stati 313, i no 70. Hanno votato contro Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non hanno partecipato al voto Pd e Leu. il presidente Conte parla dell”inizio della stagione del riscatto’ evidenziando: ‘L’Italia riparte’.
Sulla legge di bilancio torneremo.

 

La legge di bilancio 2019 ha ricevuto il via libera definitivo della Camera in terza lettura a poche ore dall’inizio del nuovo anno: il voto finale è arrivato alle 16.45 del 30 dicembre, “Entro i tempi previsti, ha precisato in una nota il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il che significa che il Paese evita sia l’esercizio provvisorio che una procedura europea per deficit eccessivo, ovverosia il commissariamento dell’Italia per 5-7 anni”, sottolineando che si rispettano “le promesse elettorali con una manovra mirata a sostenere la crescita e a difendere la pace sociale in una congiuntura europea e internazionale che non si annuncia favorevole”. (La legge di bilancio, lo ricordiamo è il documento contabile attraverso cui il governo comunica al Parlamento quali sono le entrate e le spese pubbliche dell’anno successivo, e quali sono le coperture finanziarie per far fronte a tali spese. È uno strumento previsto dall’Articolo 81 della Costituzione italiana.ndr.)
Ma quali sono le principali misure adottate dalla manovra, da cui dipendono i conti pubblici dell’Italia per l’anno successivo e gli obiettivi dei successivi 3 anni.?Li ripercorriamo in sintesi, per vederli , poi in dettaglio, nei prossimi giorni. Vanno dalla cosiddetta pace fiscale, allo stop all’aumento dell’Iva, dall’ avvio del reddito di cittadinanza e della flat tax, al taglio delle pensioni d’oro alla quota 100 per la riforma Fornero • Reddito di cittadinanza e quota cento sono i due cavalli di battaglia della maggioranza, e le due misure principali della manovra, partiranno il 1 aprile, e “costeranno” complessivamente 12 miliardi invece dei 15,75 previsti inizialmente. Mentre il taglio sulle pensioni d’oro (che sarà valido dal 2019 per 5 anni) ammonta al 15 per cento per i redditi compresi tra 100mila e 130mila euro lordi e via via a scaglioni, per arrivare al 40 per cento per le pensioni superiori ai 500mila euro.
Aumento dell’Iva come clausola salvaguardia prevede aumenti per 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 (28,75) nel 2021 e nel 2022.
Entro il 30 aprile deve essere varato il nuovo “programma di dismissioni immobiliari” che ha l’obiettivo di ottenere 950 milioni aggiuntivi nel 2019 e altri 150 milioni l’anno nel 2020 e 2021. Il piano deve valorizzare beni dello stato come caserme in disuso o altri immobili dismessi di proprietà dello stato. Agli enti locali che contribuiscono andrà una quota degli introiti tra il 5 e il 15%.
Poco popolare il blocco delle assunzioni fino al 15 novembre 2019, da parte di Presidenza del Ponsiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. Questa misura permette di guadagnare 100 milioni in termini di indebitamento netto
Attesa la Web tax, una manovra prevede una nuova tassa sui servizi digitali. Con un’aliquota al 3 per cento sui ricavi. Grazie alla web tax arriveranno allo Stato 15 milioni di euro nel 2019, 600 milioni nel 2020 e altri 600 milioni nel 2021”.
La manovra prevede anche un fondo di 800 milioni contro il dissesto idrogeologico, nel 2019, che salirà a 900 milioni nel 2020 e nel 2021, e che sarà coperto con la riduzione degli investimenti delle amministrazioni centrali: (4 miliardi). Ad essere tagliati sono il Fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale e quello per le politiche comunitarie (-800 milioni ciascuno) e Ferrovie dello Stato (-600 milioni).
Infine La manovra prevede una stretta sui giochi e un aumento del Preu, il prelievo erariale unico, dell’1,25%, che porterà un gettito aggiuntivo di 355 milioni di euro. Previsto anche un aumento dell’imposta unica dovuta sui giochi a distanza (che dal 20% passa al 25% del margine), sulle scommesse a quota fissa su rete fisica (che dal 18% passa al 20% del margine) e a distanza (dal 22% al 24%) e sulle scommesse simulate (dal 20% al 22%).
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