Lettera del Movimento Federalista Europeo

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Movimento Federalista Europeo
Sezione di Ferrara

 

 

22 giugno 2013

Preg.mo

Dr. Luigi Marattin
Assessore al Bilancio

copia per conoscenza ai quotidiani locali

A proposito del convegno sull’economia, tenuto si la sera di giovedì scorso alla Sala Apollo, mi preme esprimerLe la solidarietà mia personale e della sezione ferrare se del Movimento Federalista Europeo per il trattamento incivile e intollerante che Le è stato riservato; oserei dire che tale atteggiamento, che sta alla base dell’intolleranza con cui Lei è stato trattato, è appunto, a dir poco, la
testimonianza di un agire ideologico di vecchio stampo, che speravamo ormai superato.

Nell’occasione – e per quanto riguarda la sostanza del dibattito – dobbiamo anche osservare che sta venendo avanti una nuova “ideologia”: che tutti i problemi che si sono accumulati in molti decenni in vari stati nazionali dell’Eurozona si possano risolvere semplicemente uscendo dalla moneta unica.

Neppure il Movimento Federalista Europeo, del resto, oggi è contento dell’Euro, nato monco, cioè privo di un supporto statuale unitario. E’ cosa nota che il nostro movimento aveva sostenuto la necessità della moneta unica europea: una campagna fu appositamente lanciata a Milano nell’ottobre del 1978, e fu seguita da analoghe raccolte pubbliche di adesioni in altre città, fra le
quali Ferrara nell’aprile del 1979. Però la condizione indispensabile perché l’Euro funzioni era ed è, secondo noi, che dietro la moneta europea esista un governo europeo. Oggi invece la costruzione europea è bloccata mentre i fatti dimostrano, ogni giorno di più, che abbiamo urgente bisogno di una vera unità politica, anche solo fra pochi stati europei e anche prima dei due anni richiesti di recente dal Presidente francese. Ma proporre di tornare alla “sovranità monetaria”, come indicato anche nella locandina del convegno, riteniamo che non abbia alcun senso: la sovranità monetaria ce l’ha solo chi è sovrano anche in tema di politica estera, di controllo generale dell’economia e della fiscalità, che non è il caso del nostro Paese. In una parola: se abbandoneremo l’Euro per una valuta nazionale, dopo poco tempo ci ritroveremo in tasca i soldi del “Monopoli”.

Con l’augurio che i prossimi dibattiti si svolgano in climi più sereni, La prego di gradire i miei migliori saluti.

 

Giancarlo Calzolari
Segretario della Sezione

4 pensieri riguardo “Lettera del Movimento Federalista Europeo

  • Pingback: MFE: Solidarietà a Marattin. Tempi duri per la democrazia | Telestense.it - Ferrara

  • 25/06/2013 in 1:52
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    Affermare, come il signor Giancarlo Calzolari scrive nella sua lettere riportata qui sopra, che «se abbandoneremo l’Euro per una valuta nazionale, dopo poco tempo ci ritroveremo in tasca i soldi del “Monopoli» è semplicemente ridicolo.

    Non c’è stato mai alcun macroeconomista al di fuori dell’eurozona che abbia sostenuto che l’euro fosse una buona idea. Ergo non è affatto vero che solo ora i macroeconomisti affermino che l’euro avrebbe distrutto l’economia europea (come puntualmente avvenuto), sono da almeno 40 anni che la letteratura accademica in economia esprimeva una sostanziale unanimità su ciò. Da Nicholas Kaldor passando per Wynnie Godley, nessuno ha mai pensato che l’euro avrebbe potuto funzionare, e non solo i macroeconomisti lo hanno pensato ma lo hanno scritto anche. E siamo arrivati al punto che, nonostante l’incessante propaganda pro-euro attuata dai media italiani contro l’ipotesi dell’uscita dell’Italia dall’euro, secondo i sondaggi la maggioranza degli italiani è favorevole all’uscita dell’Italia dall’euro e al ripristino della proprio sovranità monetaria.

    Faccio quindi notare al Movimento Federalista Europeo che è oramai evidente e sotto gli occhi di tutti che l’euro è una catastrofe e che per salvare l’Europa bisogna uccidere l’euro. Altrimenti non morirà solo l’euro, ma anche la stessa idea di unità europea. Per cui, chi è davvero pro-europeista, oggi non può che dirsi contrario all’euro.

    Rispondi
  • 27/06/2013 in 4:48
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    Quello che il Sig. Francesco Chini trova ridicolo [cioè l’affermazione di Giancarlo Calzolari – riassunta nell’emblematica sua espressione metaforica – che il ritorno alla moneta nazionale porterebbe ad un catastrofico deprezzamento della stessa] è purtroppo ciò che i gli economisti e i politici di mezzo mondo pronosticano nel caso di crollo del sistema della moneta unica europea.
    Il Sig. Chini, nel citare Calzolari, omette la cosa più importante; ossia che Calzolari (come del resto gli economisti tirati in ballo dal Chini) sono ben consci delle difficoltà del sistema monetario europeo ma, giustamente, distinguono la moneta in sé, cioè l’Euro [che gode di ottima salute , come dimostra la storia dei cambi Dollaro USA/Euro dalla nascita dell’Euro (1° gennaio 1999) ad oggi], dal sistema economico di cui è rappresentativo (l’intera Unione Europea ed in modo particolare l’Eurozona).
    Che la moneta unica sia stata necessaria alla CEE (che appunto alla moneta unica è arrivata in ritardo e ‘obtorto collo’ perché ormai era indispensabile, pena il disastro economico generale) e sia ora necessaria almeno ai “grandi fondatori” [Germania Francia e Italia] è fuori discussione! Basti pensare che circa il 70% del mercato di questi stati è interno all’UE e circa metà di questo mercato è proprio di scambio di uno dei tre con gli altri due. E basta ricordare che tanto la Lira Italiana quanto la Sterlina Britannica han dovuto uscire dallo SME perché, sotto i copi della speculazione di Soros (e altri), hanno superato la soglia della differenza del 15% di deprezzamento rispetto alla moneta più “virtuosa” (che era ovviamente il Marco tedesco).
    Vorrei ricordare al sig. Chini che il trattato di Maastricht è stato approvato all’unanimità dai dodici governi della CEE di allora (governo britannico compreso, dopo la caduta della Thatcher proprio per isolamento in proposito e la successione a lei di Major) e ratificato in breve tempo in tutti gli Stati tranne la Danimarca (che lo ratificò dopo la concessione all’UK e alla stessa DK dell’opting-out).
    Dire che la moneta unica è necessaria non significa però pensarla la panacea automatica a garanzia di prosperità!
    La cosa più importante che dice Calzolari – per altro lapalissiana – è tout-court ignorata dal Chini: un sistema economico (di cui la moneta è strumento indispensabile), per essere stabile ha bisogno di un governo autorevole. Ed invece un governo Europeo ancora non esiste! L’assurdo è che la moneta unica e la BCE non abbiano alle spalle un vero governo. E’ assurdo … ma purtroppo è anche reale.
    Il sig. Chini parla di «ncessante propaganda pro-euro attuata dai media italiani contro l’ipotesi dell’uscita dell’Italia dall’euro»: ma a me risulta invece che abbiamo avuto in questi 13 anni ben 8 anni con un partito a sostegno indispensabile del governo Berlusconi – sto riferendomi alla Lega Nord – che non ha smesso un attimo di fare aperta detrazione tanto della moneta unica quanto della stessa Unione Europea (definita da Bossi addirittura “nazi-sovietica”!); che lo stesso governo Berlusconi non ha mai appoggiato l’euro – arrivando spesso a detrazioni analoghe a quelle leghiste sia da parte di Tremonti che di Berlusconi.
    Quello, però, a cui dovrebbe pensare il sig. Chini (che evidentemente non ha capito o finge di non capire il perché il sistema-euro così com’è non può funzionare) è questo: Chi ha pattuito la moneta comune, chi si è accordato su questa erronea struttura in cui la sovranità monetaria è ceduta alla BCE ma il controllo dell’economia deve restare saldanente in mano a ciascun governo nazionale, come se ancora l’economia fosse in comparti stagni nazionali? Ammesso, come dice Chini, che sia colpa dell’euro che le economie nazionali (per esempio quella italiana) vanno male – cosa sbagliatissima, dato che la crisi è anche più grave fuori dell’Eurozona (per esempio in Ungheria) ed è molto grave anche in Gran Bretagna dove, tra l’altro, nel 2008 la Sterlina si è deprezzata del 20% e più del 10% in un solo mese! – chi sono i responsabili di questo fallimento! Elementare Watson! La congrega di Governi Nazionali che costituisce il Consiglio dell’Unione, che si riunisce nel Club dell’Eurozona, che più spesso nemmeno decide perché non trova l’unanimità (per la stupida ed antidemocratica detenzione del diritto di veto). Dunque, se a volere la moneta comune e a metterla in piedi e però senza rinunciare alla sovranità totale sulla politica economica sono stati i governi nazionali , la responsabilità di quest’euro che non funziona è loro e di nessun altro. Vista, a posteriori, la fallimentare politica monetaria – secondo il sig. Chini – messa in atto dai governi nazionali, la soluzione che il sig, Chini propone è quella di restituire proprio ai governi nazionali la sovranità monetaria! A me ‘sta cosa mi parrebbe come se, dopo che un consulente economico mi ha imbidonato, dessi proprio a lui carta bianca su tutti i miei affari economici.

    Eppure il discorso è molto semplice. Il mercato comune europeo esige la moneta comune (e questo non è un dogma gratuito ma l’approdo logico dopo trent’anni di naufragio delle monete europee seguìto alla denuncia degli accordi di Bretton Woods da parte degli USA di Nixon, 1971). Ma a sua volta una moneta come l’Euro (o come il Dollaro o come lo Yen) necessita di un governo. L’Euro è di fatto qualcosa di federale: ma anziché avere alle spalle adeguate istituzioni (federali, con tanto di governo dell’economia dell’area che l’ha adottato) ha la babele politica di spocchiosi governicchi gelosi delle rispettive fasulle sovranità.

    Rispondi
  • 27/06/2013 in 12:32
    Permalink

    Salve a tutti.
    Sull’Euro la questione è semplice: ora funnziona meno bene di quel che potrebbe poiché è una “moneta senza Stato”. Per questo è urgente costituire un’Unione Europea con un unico Governo e un unico Parlamento democraticamente eletti che esercitino veramente il potere esecutivo e quello legislativo, controllando quindi anche le questioni fiscali/monetarie. Bisogna dare uno Stato alla moneta: gli Stati Uniti d’Europa. Non vedo altre soluzioni.

    Saluti a tutti

    Rispondi

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