Levata di scudi contro gli inceneritori

rifiuti

Entro cinque anni in provincia di Ferrara non sarà più possibile utilizzare discariche per lo smaltimento dei rifiuti: quelle attualmente esistenti esauriranno infatti entro quest’arco di tempo la propria capacità di ricevere rifiuti.

Le discariche in ballo sono due: la Crispa di Jolanda di Savoia, gestita da Area, e la piccola discarica di Argenta gestita dalla società Soelia.

La prima è al centro di un progetto che le permetterà di accogliere altre 250mila tonnellate di rifiuti in cinque anni, al ritmo di 50mila l’anno. L’autorizzazione è venuta dall’amministrazione provinciale all’inizio del 2013, e le relative operazioni – tra risistemazione della discarica e suo riempimento – sono destinate a concludersi entro il 2017.

Più breve sarà il ciclo di vita della discarica di Argenta gestita da Soelia: ha un’autorizzazione provinciale per ospitare altri 60mila tonnellate di rifiuti in tutto, poi dovrà chiudere. In pratica, si parla di altri due anni, massimo tre di operatività

Se le discariche vanno verso la chiusura, non si può dire lo stesso degli inceneritori: né quello di Hera che opera a Ferrara né gli altri che operano nel resto dell’Emilia Romagna. Ora c’è un progetto del ministero dell’ambiente che ipotizza la creazione di una rete integrata nazionale degli inceneritori. Una prospettiva negativa per l’Emilia Romagna, che rischierebbe di diventare una specie di collettore nazionale di tutti i rifiuti italiani soggetti a incenerimento, visto che di impianti, nella nostra regione, ce ne sono sette.

I sindaci emiliano romagnoli protestano, ricordando al ministro che la regione ha già avviato un progetto che prevede la progressiva riduzione della produzione di rifiuti, pari al 25%; il progetto prevede anche di raggiungere il 70% di raccolta differenziata entro il 2020. Tutto questo ovviamente, non può conciliarsi con la prospettiva che in Emilia Romagna si raccolgano rifiuti da incenerimento provenienti da tutta Italia.

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