Libia, minaccia Isis sempre più vicina

minaccia libiaLa minaccia dell’Isis è sempre più vicina: i miliziani dello stato islamico – che stano subendo i raid aerei egiziani – sono a Derna, nell’est della Libia, ma anche a Bengasi e a Sirte. Il premier libico dice:

“è necessario un intervento militare, o l’Isis arriverà in Italia”. Il fatto è che tra Sirte, che si affaccia sul Mar Mediterraneo, e il suolo italiano ci sono non più di 450 km di navigazione, e gli esperti militari ci ricordano che un missile Scud potrebbe tranquillamente arrivare in Italia se lanciato dalla Libia.

Il ministro degli Esteri due giorni aveva parlato di una disponibilità italiana a intervenire militarmente, ma ora sono in molti a frenare: il premier Matteo Renzi, che dice “non è tempo di fare guerra”, ma anche l’ex premier Romano Prodi che richiamano alla necessità di agire sulla base di un accordo internazionale raggiunto all’Onu.

“Siamo di fronte a un fenomeno nuovo, che non può più essere catalogato solo come terrorismo internazionale – spiega il deputato ferrarese del PD Alessandro Bratti, che non nasconde la propria preoccupazione per quanto sta accadendo – E’ chiaro che il primo percorso da tentare è quello del negoziato, ma bisogna essere pronti ad ogni evenienza: non so se gli italiani oggi abbiano una percezione chiara dei rischi che stiamo correndo”

“Fino ad oggi le guerre che l’Occidente ha combattuto in queste Regioni, compresa quella libica con cui è stato spodestato Gheddafi, non hanno fatto altro che aumentare il terrorismo integralista di matrice islamista, non certo diminuirlo – dice il deputato del M5S Vittorio Ferraresi – In ogni caso, l’Italia non può muoversi militarmente se non nell’ambito di un accordo ONU”

“Il terrorismo islamico dell’Isis, antioccidentale e antisemita, è oggi il principale problema per l’Europa, come la Lega dice da tempo” spiega Alan Fabbri, consigliere regionale del Carroccio.

Romano Prodi,che la Libia indicò mesi fa come possibile punto di riferimento per una trattativa con la comunità internazionale e che non venne mai investito di questo compito, dà un giudizio molto severo sulle colpe delle potenze occidentali: “Dopo la caduta di Gheddafi non si è fatto nulla per dare alla Libia un nuovo governo stabile alla Libia. Ora il Paese è nel caso, facile preda dei miliziani del califfato”.

[flv image=”https://www.telestense.it/img-video/minaccia-libia-1.jpeg”]rtmp://telestense.meway.tv:80/telestense_vod/01-minaccia-libia_20150216175733.mp4[/flv]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.