FIL ROUGE - L’arte di intrecciare fili… a partire dalla famigliaGiovaniLibri

Libri che parlano ai giovani e un consiglio di lettura per gli adulti.


Chi scrive sa bene che in ogni libro c’è sempre in qualche modo un po’ di sé stesso e della propria vicenda umana. A cose fatte e dopo alcune presentazioni di “Fare paura, geniali, libere, coraggiose”,  Book editore,  che mi hanno portata a contattare lettrici e lettori, ho intravisto, guidata dalle osservazioni di chi mi ha presentato con grande acutezza, e dalle domande delle lettrici e dei lettori, alcuni aspetti che  mi hanno ricordato la mia giovinezza.

Nelle mie protagoniste ho messo quello che piu’ mi ha colpito delle loro scelte, ma ho anche ripercorso i momenti cruciali da cui sono derivate le mie personali scelte di vita.

Da molto tempo osservando l’insicurezza, spesso camuffata da arroganza, di tanti giovani intorno a me, mi convinco con sempre maggiore forza che nella crescita di una ragazza e di un ragazzo l’ambiente e le relazioni continuano ad avere un’importanza fondamentale per il loro futuro. Le relazioni destinate a segnarne l’atteggiamento verso la vita sono, senza dubbio, quelle che si instaurano all’interno della famiglie. Anche oggi al ruolo della famiglia vanno ricondotte, magari per antagonismo, le scelte con cui i giovani iniziano a sperimentare il loro posto nel mondo.

Poi ci sono gli incontri della scuola, degli amici, gli incontri non cercati e in parte frutto del  destino. Sono gli incontri che ci fanno scoprire angoli sconosciuti di realtà. Affettiva, sociale, geografica e più tardi professionale.

Fra questi, a guidarci,   oltre al caso, alle mode, alle piste già segnate, si insinua la forza di una voce interiore che vuole darci suggerimenti. Non sempre le diamo udienza nel momento giusto, a volte deve passare molto tempo, perchè riusciamo a riconoscerla come voce da seguire. Una voce amica.

Per me, che ho avuto la ventura di fare diverse esperienze di vita e professionali, hanno contato molto mia madre , la scuola ,  l’incontro con alcune persone, che considero maestre/i di vita, e da ultimo, ma non per importanza, la lettura di alcuni libri.

In particolare quelli in cui  avvertivo un atteggiamento che sentivo  congeniale al mio modo di essere. Così è stato durante gli anni delle “Superiori” per i due capolavori di Pirandello, Il fu Mattia Pascal e Uno, nessuno, centomila: affascinata dal gioco del vedersi vivere e dalla scoperta delle molteplici identità, che ci sentiamo dentro e che ci liberano  da ruoli  fissi.

A farmi scoprire, più tardi,  la banalità del male nelle vicende storiche hanno contato molto Hanna Arendt e Josè Saramago, di  Cecità. Infine a farmi incontrare e conoscere le figure femminili, alle quali  ho cercato di ispirarmi, hanno contribuito in misura importante la  voce di alcune scrittrici. Elogio dell’imperfezione di una grande donna della scienza, come Rita Levi Montalcini e le grandi narrazioni femminili di una altrettanto grande donna della scrittura , come Dacia Maraini.

Ma oggi voglio parlare dei libri letti nell’adolescenza. Fin da ragazza sono stata avviata alla scoperta della natura bivalente delle relazioni umane e del nesso ambiguo tra vita privata e vita pubblica, fra piccola e grande storia, da tre libri letti quando ero poco più che bambina, in quel momento tra l’infanzia e l’adolescenza, in cui fai esperienze  che ti segnano per sempre. Così è stato per me l’incontro con la famiglia Levi di Lessico familiare di Natalia Ginzburg, con la mia fantasiosa coetanea de Il diario di Anna Frank e con i protagonisti enigmatici e sospesi de Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani.

In questi anni così fluidi e misteriosi,  la scoperta di mondi e sentimenti sconosciuti possono condizionare la nostra vita emotiva  al punto da renderci improvvisamente diversi, sensibili a fatti e persone di cui ignoravamo l’esistenza. Il mondo attorno a noi si allarga e si tinge di colori sconosciuti, di sfumature impensate,  piene di fascino e di mistero.  Ci sentiamo irrimediabilmente più “grandi”.

Nasce da questi ricordi personali il sentimento di vicinanza e di empatia che sento da sempre per gli adolescenti e in particolare per le giovani donne, quando si trovano di fronte, spesso in grande solitudine, al bivio da cui prendera’ forma il loro futuro. Dare a questo momento l’attenzione che merita, dovrebbe essere dovere dei genitori e della famiglia, ma  dovrebbe ricevere una cura attenta anche da parte ella scuola e della società.

Oggi  ne vedo poca in giro. Vedo invece un  interesse diffuso a sfruttare il naturale desiderio di leggerezza dei giovani per indurli ad uno stile di vita consumistico, inconsistente e inconsapevole del peso che le scelte di questi loro anni impalpabili avranno sul futuro.

Illuderli  con ricette e i miti di un successo a portata di mano, che non richiede grande impegno, abbagliarli  con il frastuono di mode che garantiscono  una felicita collettiva e impersonale,  significa tendere loro trappole pericolose.

Oggi a tutti noi e massimo ai giovani è ammesso andare controcorrente a patto che   non si disturbi troppo il potere, che si serve di mezzi di persuasione subdoli. Credo, invece,  che per i giovani sia necessario oggi come non mai, andare controcorrente senza paura. Credo che gli adulti debbano  proporre loro  obiettivi come  “conoscere”,  “viaggiare”  “studiare”, “raccontare “,  “battersi per i loro diritti , ma soprattutto per i diritti di chi è più vulnerabile e solo.

“Senza paura” è il libro che ho scritto pensando soprattutto a loro, all’importanza di specchiarsi in storie di libertà e di coraggio, di fiducia in se stessi e nei legami di amicizia e di sorellanza. Una attitudine, questa,  che non ha nulla a che vedere con i legami di sangue o di  genere, perchè è, invece,  un atteggiamento verso gli altri, di curiosità, di vicinanza e di cura.

Oggi è imperativo per i giovani  acquistare coscienza della propria  forza intellettuale , come scrive Rita Levi Montalcini nel suo autobiografico “Elogio dell’imperfezione”, che rappresenta un pò il leit motiv dei ritratti di  donne che  considero potenziali  “maestre” di vita, delineate nel mio libro.

Ai giovani e ai loro genitori mi sono rivolta idealmente, scrivendolo

Ho pensato, invece, agli adulti di oggi, leggendo  La condizione giovanile in Italia. Rapporto giovani 2024 , edito da Il Mulino. “Le indagini e le analisi presentate in questo volume affrontano il rapporto delle nuove generazioni con i cambiamenti del proprio tempo…”,scrive l’editore, ” in particolare i mutamenti nelle modalità di partecipazione civica, religiosa e lavorativa.”. Per questo mi sento di consigliarne la lettura.

Dalia Bighinati

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