Storie di abusi raccontate per immagini

Si intitola “Licenza di tortura” la mostra fotografica che giovedì 4 ottobre alle 17 sarà inaugurata nel salone d’Onore della Residenza municipale di Ferrara (piazza Municipio 2), dove rimarrà allestita fino a sabato 13 ottobre. La rassegna è inserita nel calendario delle iniziative della Festa della Legalità e della Responsabilità 2012, a cura del progetto Ferrara Città Solidale e Sicura del Comune di Ferrara, ed è frutto di un progetto della fotoreporter Claudia Guido, curato da Filippo Vendemmiati, regista del docufilm “È stato morto un ragazzo”, con testi di Dean Buletti, Checchino Antonini e Cinzia Gubbini.

LA SCHEDA (a cura degli organizzatori)
Gli scatti che compongono la mostra, sono il risultato di due anni di ricerca e di ripetuti incontri con i familiari di undici vittime di episodi documentati o descritti come abusi da parte dello Stato. Le immagini raccontano le storie delle famiglie di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Aldo Bianzino, Riccardo Rasman, Franco Mastrogiovanni, Carlo Giuliani, Paolo Scaroni, Stefano Gugliotta, Luciano Isidro Diaz.

In un’intervista rilasciata al quotidiano online indipendente “Articolo Tre”, Claudia Guido racconta: “L’idea è che guardando queste immagini ci si senta quasi riflessi e ci si renda conto che sono persone normalissime, esattamente uguali a noi, a cui è successo qualcosa di terribile e purtroppo molto complesso da affrontare. Infatti, oltre alla grande perdita subita da queste persone, capita che debbano scontrarsi anche con forti campagne di disinformazione che screditano i loro familiari uccisi, in modo tale che noi italiani perdiamo interesse nell’argomento”.

Un pensiero su “Storie di abusi raccontate per immagini

  • 01/11/2012 in 14:44
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    Oggi 27 ottobre 2012 sono 6 anni che Riccardo ha subito un martirio senza nessuna colpa , ci hanno massacrato un ragazzo di 34 anni senza bisogno , ci devono ancora spiegare chi ha dato questo ordine e perchè , l’avvocato di stato a una ultima udienza ha affermato che la Cassazione ha SBAGLIATO la condanna verso i 3 polizioti , allora siamo d ‘accordo in questo non è emerso nulla delle indagini sv
    olte , non hanno voluto approfondire già nel 2007 le varie tracce e verbali che dimostravano che Riccardo non ha innanzitutto lanciato i 2 petardi e che non cera nessun ferimento al timpano della figlia del custode, perchè l’ ispettore sul posto quella sera si è inventato tutto questo ? Perchè la nostra richiesta al Giudice per avere le altre telefonate non sono state verificate ? Perchè non sono stati portati in processo tutti e 6 poliziotti presenti quella sera ma solo 4 poliziotti? Perchè 4 vigili del fuoco di Muggia non sono stati anche loro indagati dato che hanno partecipato legando le caviglie di Riccardo con il filo di ferro come loro stessi ammisero nel loro verbale? E NON GLI HANNO PRESTATO SOCCORSO lasciandolo li in fin di vita andandosene VIA ? IN CASA DI RICCARDO SONO ENTRATI UN VERO E PROPRIO BATTAGLIONE IN ASSALTO .. Tutti i giorni da quel giorno pensare ha come ha subito la morte … POVERA LA NOSTRA CREATURA… meno male che non siamo in guerra… L’ODIO RAZZISTA FA FARE BRUTTE COSE .. purtroppo ci siamo accorti che esiste ancora ed è venuto a colpire il più debole tanto per loro Riccardo non serviva niente da vivo.. e della nostra sofferenza si fanno un baffo .. uomini potenti contro una umile famiglia ..

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