Lirica, al Comunale arriva il Don Giovanni

12809651_656583661146275_3241772614051732870_nÈ forse l’opera più famosa e rappresentata al mondo, e sicuramente quella su cui si è scritto di più.

Don Giovanni di Mozart ritorna in scena al Teatro Comunale “Claudio Abbado” venerdì 4 marzo alle 20 e domenica 6 marzo alle 16 nell’ambito della stagione Lirica 2016.

Nata dalla coproduzione fra Teatro Comunale di Ferrara e Teatri e Umanesimo Latino SpA, l’opera vedrà interpreti i cantanti vincitori del XLV Concorso Internazionale “Toti Dal Monte”, svoltosi a Treviso dal 22 al 27 giugno 2015: Valentina Varriale (Donna Anna), Gioia Crepaldi (Donna Elvira), Lorenzo Grante (Leporello), Roberto Maietta (Masetto), Letitia Vitelaru (Zerlina). Il ruolo del protagonista sarà sostenuto da Luca Dall’Amico, Don Ottavio sarà interpretato da Davide Giusti e Il Commendatore da Federico Benetti. Sul podio dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta vi sarà Francesco Ommassini, mentre la regia dell’opera è affidata a Lorenzo Regazzo. Le scene e i costumi sono di Eugenio Monti Colla,  tra i massimi esponenti della secolare tradizione del teatro di marionette; le coreografie sono di Andrea Bassi, le luci di Roberto Gritti. Il Coro Iris Ensemble sarà diretto da Marina Malavasi.

Don Giovanni è la seconda delle tre opere italiane che il compositore salisburghese scrisse su libretto di Lorenzo da Ponte: precede Così fan tutte e segue Le nozze di Figaro. Dopo il successo ottenuto da quest’ultimo titolo, il direttore del Teatro Nazionale di Praga commissionò a Mozart una nuova opera in cui vi fosse una parte da affidare a Luigi Bassi, il giovane baritono italiano che aveva trionfato nelle Nozze. Rappresentata per la prima volta al Teatro Nazionale di Praga il 29 ottobre 1787, diretta per le prime quattro recite dallo stesso Mozart, Don Giovanni raccolse i consensi e gli applausi più calorosi che mai il compositore avesse ricevuto. Costruita come dramma giocoso, l’opera è pervasa da un’aura drammatica. La musica mostra una tale ricchezza e profondità di emozioni che ha sovente indotto a considerarla un’opera piuttosto tragica. La nota demoniaca, il gusto di sfida del peccare di Don Giovanni, il suo orgoglio quasi eroico convivono con la gaiezza e la grazia degli altri personaggi. Da ciò anche nasce la complessità di quest’opera, considerata tra i massimi e più perfetti esempi di teatro lirico.

In occasione della messa in scena dell’opera Don Giovanni di Mozart (al Teatro Abbado il 4 marzo alle ore 20 e il 6 marzo alle ore 16), Giovedì 3 marzo alle ore 17 alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, si terrà una conferenza dal titolo “ Don Giovanni, libertino per caso. L’impianto teologico del Burlador de Sevilla.” L’incontro, curato da Paolo Tanganelli, docente di Letteratura spagnola all’Università di Ferrara, ci introduce in una interessante analisi delle fonti letterarie che stanno alle spalle del personaggio mozartiano di Don Giovanni. Il Burlador de Sevilla, pièce attribuita a Tirso de Molina, con cui nasce il personaggio di Don Juan Tenorio, sembra reggersi su un impianto teologico non troppo diverso da quello dei coevi autos sacramentales, e a tratti ricorda anche la predicazione barocca.  Nei sermoni del Siglo de Oro era infatti abbastanza frequente che si prendesse di mira il caso del peccatore incallito che, confidando nella misericordia divina, procrastinava fino all’ultimo istante di vita il momento della redenzione, sfruttando la certezza del soccorso per seguitare a peccare.

L’iniziativa, parte del ciclo “Libri in scena”, è organizzata dall’Associazione degli Amici della Biblioteca Ariostea in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara. Ingresso libero.

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