Genitori adottivi: il lockdown ha allungato la nostra attesa

Dammi la mano è un’Associazione di famiglie impegnate nella tutela di tutti i minori. La nostra azione e i nostri progetti trovano forma nel volontariato accogliente, nell’affiancamento familiare, nell’accoglienza di minori mediante appoggio, adozione e affidamento e conta circa cento soci.

Tra le proposte dell’associazione, di fondamentale importanza sono i gruppi di auto mutuo aiuto per le famiglie affidatarie, le famiglie adottive e per le coppie in attesa di adozione. Questi gruppi nascono dall’esigenza comune di condividere le esperienze, i vissuti, le risorse, le informazioni, le strategie di soluzioni, le fatiche, le paure e le gioie, scoprendosi risorsa per sé, per i compagni di gruppo e per l’intera comunità.

Il gruppo delle future famiglie, formato da apprendisti genitori che attraverso la condivisione e il confronto vicendevole cercano di riempire il lungo tempo dell’attesa di nuovi significati e di renderlo un tempo in movimento, in viaggio, un’occasione per continuare a crescere, sta risentendo duramente delle conseguenze di questo difficile periodo di vita sospesa.

Il diritto di diventare figli e il sogno di diventare genitori è in pausa per tantissimi bambini in situazione di difficoltà e per i molti genitori che avevano le valige già pronte per partire. Attualmente abbiamo una decina di casi tra nazionali ed internazionali rimasti fermi in una sorta di limbo. Non sarà semplice superare questo periodo soprattutto in quei Paesi in cui la diffusione del virus non è facilmente controllabile.

L’attesa rischia di diventare sempre più lunga e senza alcuna data.

Molte sono le storie che si intrecciano nella nostra associazione: coppie che aspettavano di comprare il biglietto per quel viaggio che fa nascere le famiglie e che ora vivono un tempo dilatato e senza confini.

Una coppia aveva già ricevuto un abbinamento dal tribunale dei minori per un’adozione nazionale di più bambini, attesi a casa per il giorno di Pasqua, ma che hanno dovuto fare conoscenza solo attraverso uno schermo video nell’attesa di potersi abbracciare di persona. Una mamma ed un papà avevano già incontrato, una prima volta, la loro piccola in un Paese lontano e ad inizio aprile sarebbero dovuti volare da lei per portarla in Italia, a casa loro, ma stanno ancora aspettando di diventare famiglia e non sanno quando questo succederà.

Altri genitori erano stati convocati dal tribunale per il decreto di idoneità, ma anche in questo caso è stato rimandato a data da destinarsi.

Il tempo dell’attesa riguarda la coppia che aspira all’adozione, ma riguarda soprattutto i bambini, che aspettano di essere adottati, di avere una famiglia che si prenda cura di loro.

E’ spesso un’ attesa di cui non sono nemmeno consapevoli, ma che in questo periodo rischia di essere infinita e di aggravare le situazioni d’emergenza in cui i bambini si trovano.

Se è vero che, per i futuri genitori il tempo dell’attesa serve come allenamento emotivo perchè fornisce lo spazio per approfondire, ampliare le competenze, sintonizzarsi maggiormente con la realtà dei bambini e rappresenta, perciò, un tempo di vera crescita e fertilità psicologica finalizzato ad una migliore e più profonda preparazione della vita in comune, con il dilatarsi dell’attesa si corre il rischio di percepire una sensazione di vuoto che inevitabilmente comporta rabbia, frustrazione, fatica e ansia.

C’è l’entusiasmo per quello che arriverà, ma a volte la speranza può vacillare per il tempo che passa e c’è anche chi si nasconde dietro un apparente disinvestimento emotivo, paralizzato dalle incognite incontrollabili che questa pandemia è riuscita ad amplificare enormemente.

Allora non resta che un grande atto di coraggio da parte di tutti per risollevarsi e ricominciare il viaggio intrapreso.

La forza innocente dei bambini, che inconsapevolmente aspettano una famiglia pronta ad accoglierli e il coraggio dei futuri genitori, che hanno fatto dell’incertezza un’opportunità per crescere,  può, infatti, offrire una chance in più per costruire quello che servirà domani.

 

Le facilitatrici del gruppo AMA Coppie in attesa DLM

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