L’ultimo saluto a Piero Angela oggi in diretta su RAI 1

L’Italia ha reso omaggio a Piero Angela con i funerali laici in Campidoglio, dove la sala della Promoteca è stata aperta al pubblico dalle 11.30 alle 19.00. Diretta su Rai1 dalle 12.30 alle 15, per onorare il giornalista RAI, un intellettuale e divulgatore che con le sue trasmissioni ha messo in luce il valore civile e culturale della più grande azienda editoriale e di comunicazione del Paese di comunicazione del Paese.

E’ soltanto l’addio alle spoglie mortali di Piero Angela quello che oggi tanti romani in Campidoglio e tanti italiani attraverso la Tv hanno dato ad un uomo di cultura, divulgatore scientifico, giornalista che ha fatto onore all’Azienda in cui ha lavorato per settant’anni e ad una professione oggi inflazionata e per tanti versi discussa.

Di Piero Angela noi continueremo a sentire la voce, a vedere le tante trasmissioni di divulgazioni scientifica che in questi anni ci hanno avvicinato alle scoperte più ardite della scienza, ai misteri del passato, a luoghi, a civiltà, a creature e mondi che raramente trovano spazio nei programmi scolastici, se non per chi ne fa oggetto di studi specialistici e di professioni scientifiche.

Piero-Angela
A Ferrara in Aula Magna UNIFE

Il grande merito di questo innovatore della comunicazione, apripista di modi inediti di interagire con il pubblico della TV di massa, è stato proprio quello di aprire le stanze del sapere, togliere le catene ai cancelli di una scienza lontana dai cittadini, fare dei laboratori dove si svolge il lavoro quotidiano e appassionato di tanti ricercatori, un’occasione di scoperta e di crescita culturale. Maestro per chi voglia imparare la fatica e la serietà di uno dei mestieri più affascinanti dell’odierno mondo dei media, Piero Angela lascia anche una testimonianza di impegno civile ed etico nell’ostinazione a trattare i cittadini italiani, senza differenze di titoli di studio, con il rispetto che si deve al cervello e all’intelligenza delle persone. Su questa lunghezza d’onda il messaggio di saluto postumo preparato anzitempo per il suo pubblico “Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni – e poi, concludendo – carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese”
Nessuna esaltazione di una emotività fine a se stessa, ma le emozioni dell’avventura scientifica. Nessun cedimento allo star system, nonostante i premi numerosissimi, le lauree ad honorem, la popolarità conseguita senza cercare il consenso facile, con un lavoro rigoroso da perfezionista della scrittura televisiva.

Di quest’uomo preciso e perfezionista, come diceva di se stesso, abbiamo ammirato la curiosità che si traduce in altruismo, cioè in desiderio di condividere la sua personale cultura con gli altri.

Due atteggiamenti oggi sempre più rari in TV, e, forse più in generale, nella società dell’informazione, dove la notizia è sempre più ridotta all’osso o trasformata in gossip, senza alcun rispetto per i destinatari. Eliminare l’approssimazione e il sentito dire – ciò che tutti noi operatori dell’informazione dovremo combattere selezionando le informazioni e le fonti – sono stati davvero la sua bibbia.

Angela ha mostrato con grande evidenza che la gente comune apprezza la conoscenza: che non solo gli intellettuali, ma donne e uomini di ogni estrazione sociale e culturale trovano piacere nella scoperta. Come i bambini, come gli studenti. Che se ricevono stimoli di poco interesse per la loro crescita e di nessun impegno per migliorare se stessi e il mondo cercano stimoli artificiali e pericolosi per evadere dalla noia e dal nulla.

Farsi capire, senza timore di toccare contenuti da specialisti, trovare la via per arrivare all’attenzione e suscitare la curiosità, richiede studio dei contenuti e abilità nell’uso dei linguaggi.

Serve anche tanta umiltà.

Di Angela ho apprezzato personalmente l’uso delle tecnologie più evolute per entrare nei segreti della natura, nei segreti del cosmo e del corpo umano, dell’economia, della storia e della politica.

Il suo entusiasmo e la sua fiducia nel potere di migliorare le persone, che è prerogativa del sapere, meritano di essere indicati a modello di genitori, insegnanti, uomini di scienza, di letteratura e di arte, perché imparino a comunicare soprattutto con i giovani, e perché si liberino di una concezione statica della conoscenza.

“La scuola deve portare il mondo in classe”, ha detto Angela,  “ad utilizzare le tecnologie più sofisticate a nostra disposizione. I professori devono imparare ad essere i registi del loro progetto di insegnamento”.

Devono, si può aggiungere, essere più motivati, orgogliosi, sicuri e vicini a tutti quelli che partecipano a fare del processo di formazione dei ragazzi, un avventuroso percorso di scoperta di se stessi.

 

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