L’ultimo saluto all’agente Mario Rocco Santoro

I colleghi di Polizia penitenziaria e le autorità hanno dato l’ultimo saluto a Mario Rocco Santoro, 32 anni originario di Potenza, agente in servizio da tre anni alla casa circondariale “Satta” di Ferrara, scomparso domenica scorsa, 4 ottobre, dopo un incidente stradale a Montalbano.
La cerimonia e il picchetto d’onore si sono tenuti mercoledì pomeriggio nel piazzale della casa circondariale, dove le autorità, tra cui il vice sindaco Nicola Lodi, e i colleghi hanno dato l’ultimo saluto solenne a Santoro.
Una cerimonia per abbracciare anche i suoi familiari, attorno a cui si sono stretti gli uomini e le donne del reparto della polizia penitenziaria e la comandante, commissario capo Annalisa Gadaleta, che ha letto una lettera dedicata a Mario Rocco Santoro.
LA LETTERA INTEGRALE
Carissimo Mario,
perché caro sei. Il 4 ottobre scorso è stato il giorno più terribile della mia vita, come donna e come Comandante di Reparto. Ha segnato la vita di tutti Noi come niente altro. Mai avrei pensato di provare il dramma che stiamo vivendo, come una Tua seconda famiglia, e mai avrei voluto dire ciò che ho dovuto dire ai Tuo amati e dolcissimi familiari ed a tutti noi. Ho dovuto trovare la forza e le parole, neanche le parole giuste, perché non ne esistono…Non riusciamo ad per esprimere il dolore, non è possibile. Siamo stravolti ed attoniti da giorni.
Sai Mario, “Marione”, come Ti chiamavano qui i tuoi Amici e Colleghi, non è facile parlare di Te, non perché non basterebbero le pagine un libro per descrivere i Tuo pregi, fuori da retorica.
Avevi mille doti, mille qualità. Essere Comandante è essere madre e padre insieme; mi tocca dare carezze e schiaffi, lodi ma anche e rimproveri. Sai bene che a Te ho sempre riservato solo lodi e complimenti. Sei stato sempre un ragazzo splendido, educatissimo, per bene. Ricordo i Tuoi saluti, anche a distanza di decine di metri, con la mano alzata, puntualmente accompagnati da un sorriso e la testa che accennava a chinarsi, schivo e timido quale eri. Solo pochi giorni fa mi hai augurato “Buon pranzo e buona giornata Dottoressa…” e mi ero detta, ancora una volta, tra me e me, “Ma quanto è educato questo ragazzo…”. Un ragazzo raro sei, Caro Mario.
Come Comandante di Reparto non avrei potuto desiderare un Agente migliore, eccellente e solido come eri. Sempre disponibile, sempre presente, capace di risolvere i problemi senza problemi, senza polemiche, ma sempre con serenità e pacatezza. “Mai una parola fuori posto, eri il figlio ed il fratello che tutti vorrebbero avere…”, ha detto interpretando i nostri pensieri, il Tuo Coordinatore del Nucleo Traduzioni dove prestavi servizio da febbraio. Anche lì ti sei distinto, mostrando valore ed abnegazione non comuni.
Sai Mario, ho e abbiamo mille ricordi di Te, ma ne riporto solo uno che è il paradigma di come Sei. Il pomeriggio dell’8 marzo, giorno tristemente noto a tutti, sono rientrata correndo in istituto e tu hai udito le mie parole, mentre dicevo ad collega che vi erano gravi criticità in corso. Ti sei solo avvicinato, mi hai solo guardato, come assenso e conforto, hai lasciato le buste della spesa a terra, lì nel piazzale, e sei venuto con me, correndo con me verso i reparti e aprendo e sorreggendo per me tutte porte. Senza troppe domande, senza parole, ma con il Tuo silenzio che era presenza, sostanza e forza insieme.
Sei stato lì con noi e con me per ore ed ore, per tutto il tempo necessario, anche all’indomani. Sei stato un “muro”, come tutti Ti definivano in quei giorni, instancabile e solido, dietro il quale c’eravamo noi, e c’ero anche io. E quando, giorni dopo, Ti ho ringraziato, come sempre, hai sorriso in modo timido, dicendo che avevi fatto solo il Tuo dovere e ciò che sentivi.
Ci mancherà tutto di Te, i tuoi sorrisi aperti e schivi insieme, il Tuo carattere solido, la Tua immensa professionalità. Da Comandante di Reparto non avrei potuto desiderare un Agente migliore di Te, per me e per i nostri Uomini. Eri l’Agente che ogni di noi avrebbe voluto a fianco, ogni giorno, nel nostro impegnativo e complesso lavoro.
Le tue qualità ci saranno di insegnamento, Te lo promettiamo. Sono onorata di essere stata il Tuo Comandante e di questo Ti ringrazio profondamente.
Non ci sarà giorno in cui non penseremo a TE, Caro Mario. Sei qui, sarai qui con noi, per sempre. Illuminaci col Tuo splendido sorriso. Sai, ora Ti immaginiamo che ora corri libero, sorridente e deciso, con la tua moto, facendo slalom tra le nuvole…
Buon Viaggio, Caro Mario. A presto, Ti vogliamo bene
Annalisa, il Comandante, e tutti gli Amici ed Agenti, gli Uomini e le Donne del Tuo Reparto della Polizia Penitenziaria, Casa Circondariale “C.Satta” di Ferrara

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