“L’Universo dell’Opera” di Dell’Amico in mostra a palazzo Schifanoia

Saranno le sale delle collezioni civiche di palazzo Schifanoia e gli affreschi del Salone dei Mesi a fare da cornice alla mostra personale di Carlo Dell’Amico che sarà inaugurata venerdì 23 marzo alle 18,30.

L’esposizione, promossa dai Musei civici d’Arte antica, ha per titolo ‘L’Universo dell’opera’ e rimarrà aperta al pubblico, in via Scandiana 23, fino al 20 maggio prossimo dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 18.

Il tema dominante dell’esposizione nelle installazioni di gabbie d’acciaio con al centro radici tenute in sospensione da fili o tiranti metallici, sembra vivere un particolare rapporto osmotico con queste allegorie dell’esistenza e più che in chiave divinatoria vengono rilette come un mondo eroico, che ha fondamenta nella vita inconscia dell’uomo, ricercatore instancabile delle “parole dei misteri” e con l’aspetto germinale di questa ricerca.

Le opere dell’artista sono disposte, come detto, all’interno delle collezioni civiche d’arte e archeologia, dove il creato ricreato e tutto l’“arcobaleno” di “colori vibranti” che è in noi procede nel flusso luminoso. Dell’Amico, le cui installazioni sostenute da invisibili geometrie, talvolta inscritte nella griglia nascente dal palindromo del SATOR, segmenti riconducibili alla divina proporzione, sfera anch’essa di un modo per comprendere le corrispondenze celesti, usa i complessi segni naturali, radici capovolte o contrapposte e taglia queste all’altezza del pleroma, termine dal duplice significato, apice delle stesse e pienezza dell’essere, limite o soglia della coscienza tra superiore e inferiore.

Le opere dell’artista contrapposte alle rappresentazioni dell’ “officina” ferrarese del ‘400 indipendentemente dalle finalità storiche, propagandistiche in esse contenute, creano un vuoto nello spazio che le separa dove non esistono forme, spazio di quell’osmosi dove solo procede un flusso indescrivibile luminoso.

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