Mafia e Legalità: convegno al Mammuth

Nel giorno della tragedia di Brindisi, mentre il Paese si interroga sugli autori di un attentato che sembra a molti osservatori di netto stampo mafioso, nonostante le incertezze del Ministero dell’Interno, a Ferrara a parlare di lotta alle mafie, c’era don Giacomo Panizza, sacerdote bresciano, sottoposto da molti anni ad un programma di protezione per essere stato il primo testimone di Giustizia di Lamezia Terme.

L’intervista integrale a Don Giacomo Panizza è in Eventi alle 20. E’ stato invitato a Ferrara per parlare del ruolo del volontariato nella lotta alle mafie e nella difesa della legalità da Ibo nell’ambito dell’iniziativa Mafie e legalità, che da molti anni l’associazione promuove insieme ad cinque comuni del Basso Ferrarese, Migliarino, Massa Fiscaglia, Migliaro, Ostellato e Codigoro. Don Giacomo Panizza, sacerdote bresciano da 35 anni a Lamezia Terme dove ha fondato la comunità autogestita da persone diabili che si chiama Progetto Sud, dal 2002 è è nel mirino della ndrangheta per avere osato prendere in gestione un palazzo confiscato ad una potentissima cosca mafiosa di Lamezia Terme, una storia di anni difficili, di volontariato a sostegno dei disabili e di difesa della giustizia, dove, ha detto Don Giacomo, i disabili si sono messi spesso al servizio della comunità per restituirle dignità e coraggio.

La sua storia, narrata nel libro-intervista di Goffredo Fofi dal titolo “Qui ho conosciuto Purgatorio, Inferno e Paradiso” , con prefazione di Roberto Saviano, mette a nudo la quotidianità di uno scontro costante fra chi si oppone alla cultura di mafia e chi ignorandola, la favorisce o addirittura se ne fa complice.

L’incontro, che si è svolto al Mammuth, è stato realizzato in collaborazione con il Centro di Ateneo per la Cooperazione allo sviluppo internazionale dell’Università di Ferrara, diretto dal prof. Alessandro Medici. “Quando la scuola viene colpita, si vuole mettere a tacere l’istituzione che ha l’altissimo compito di formare la coscienza civile delle giovani generazioni”. Per questo, ha ribadito, Alessandro medici, la reazione del paese deve essere forte, perché l’allarme riguarda il futuro di libertà delle coscienze dell’intero Paese”.

[flv]rtmp://telestense.vod.weebo.it/vodservice/20120519_03.flv[/flv]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *