Mafia nigeriana, arrestato un altro affiliato

Continuano gli arresti del filone investigativo “Operazione Signal” inerente alla mafia nigeriana che interessa anche il ferrarese.

Dopo il fermo di uno degli uomini di fiducia “dj Boogie”, considerato una figura centrale in questo sistema dalla squadra Mobile della polizia estense, arrestato a Padova un altro affiliato.

Un 25enne incensurato e disoccupato, soprannominato “Axman”, facente parte secondo la Polizia del sodalizio di stampo mafioso nigeriano degli Arobaga/Vikings. Uomo che non era stato trovato durante il blitz più di un mese fa.

Nei giorni scorsi l’abitazione di “Axman” è stata individuata a Padova e l’uomo è stato arrestato perché aveva una decina di grammi di eroina. Secondo gli investigatori aveva diversi legami con gli arrestati ferraresi.

 

-LUNEDì 7 DICEMBRE 2020- Mafia nigeriana, arrestato uomo di fiducia di “dj Boogie”

Arrestato uno degli uomini di fiducia “dj Boogie”, arrestato più di un mese fa e considerato dalla squadra Mobile della polizia di Ferrara una figura centrale della mafia nigeriana che agiva nel nord Italia.

Il fermo dell’uomo di 31 anni soprannominato “Dozen”, che risultava ricercato, risale a sabato scorso ed è stato sorpreso da una pattuglia della Guardia di Finanza vicino alla stazione ferroviaria di Trento.

“Dozen”, per la squadra mobile estense, rappresentava un’importante pedina nell’ambito dell’organizzazione di stampo mafioso sciolta con l’esecuzione di oltre sessanta ordinanze di custodia cautelare eseguite dalle Squadre Mobili di Ferrara e Torino.

L’uomo era particolarmente attivo nello spaccio di cocaina, nella zona di Padova e soprattutto di Venezia, e sotto di lui ci sarebbero stati diversi sottoposti.

Nel corso della perquisizione sono stati trovati elementi molto utili agli investigatori che indagavano sull’organizzazione. I diversi ospiti dell’appartamento erano in possesso dei caratteristici baschi di colore rosso, segno inequivocabile di appartenenza al cult e, all’interno di alcuni barattoli dall’apparenza innocua, sono state trovate le somme mensilmente conferite dagli associati, raccolte dai diversi capizona e in seguito conferite al vertice dell’organizzazione, che era stata individuata a Torino. Un ulteriore elemento che ha contribuito ad una svolta nelle indagini è stato il ritrovamento di un foglio che riportava frasi apparentemente senza senso, una sorta di “papello”, che tuttavia in seguito si è rivelato essere la formula che veniva fatta ripetere, fino allo sfinimento, ai nuovi associati già storditi da pesanti assunzioni forzate di alcolici, durante i riti di iniziazione che periodicamente si tenevano, perlopiù all’interno di immobili dismessi o in sale discoteca della provincia di Brescia.

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