Caldo e siccità, l’anno nero del mais a Ferrara

Agricoltura adesso perché il 2017, che sarà ricordato per il record della siccità, rischia di essere anche l’anno nero per il mais.

Produzione sostanzialmente dimezzata nella zona di Ferrara e nell’Alto ferrarese, meglio nel Basso ferrarese.

È l’allarme mais nelle campagne estensi e in quelle di tutta la regione, lanciato da Cia – Agricoltori Italiani Ferrara.

Il Gie (Gruppo di Interesse Economico) Cereali dell’associazione degli agricoltori sta monitorando la campagna di raccolta e i risultati sarebbero sconfortanti. A Ferrara, per Cia, la superficie investita nel 2016 è stata di oltre 26.000 ettari, che hanno prodotto circa 2milioni e 700mila quintali, il 40% dell’intera produzione regionale.

Superfici pressoché stabili anche nel 2017, ma la produzione sarà quasi certamente dimezzata, a causa dell’assenza di piogge e delle temperature elevate che hanno alterato il ciclo vegetativo, fatto proliferare le micotossine e anticipato la raccolta di una ventina di giorni. Il mais, dicono dall’associazione, è una coltura irrigua e quest’anno sarebbe stata necessaria una irrigazione intensa, ma il prezzo dei cereali, scrivono da Cia, non sempre consente di fare ciò che è necessario, che sia irrigare o fare un trattamento non previsto.

Sta andando meglio, invece, per il sorgo che ha sofferto meno il secco, e sta avendo cali produttivi limitati: si tratta di una coltura rustica, conclude l’associazione, capace di superare le forti crisi idriche.

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