Maltratta la compagna, ammonimento del Questore di Ferrara – VIDEO

Chiede l’intervento della polizia per le percosse del marito: sul fatto, segnalato dalla cronaca di Ferrara, pochi giorni fa, il questore di Ferrara Cesare Capocasa e’ intervenuto con un ammonimento al marito, vale a dire  un provvedimento di natura amministrativa che dovrebbe funzionare come strumento di prevenzione nei confronti di altri atti di violenza da parte dell’uomo. E’ il 25° comunica il Questore, dall’inizio dell’anno nella nostra provincia per episodi analoghi. E lo dice agli uomini, che con le loro vittime il più delle volte convivono , hanno o hanno avuto una relazione sentimentale, o si sono uniti in matrimonio..

A chiamare la polizia, in questo caso,  è stata la moglie, una giovane donna che ha deciso di rompere gli indugi e fare intervenire in suo aiuto gli agenti di Polizia, che hanno potuto constatare i fatti anche in presenza del marito, che l’ha colpita con pugni al corpo e al viso, causandole lesioni  all’emitorace e allo zigomo sx, ma che, .dopo essersi tranquillizzato e  aver confermato l’episodio violento, se ne è detto dispiaciuto.

Oggi quest’uomo si è allontanato da casa,  dopo l’identificazione da parte degli agenti, come vivranno la moglie e i figli, dopo aver vissuto  episodi che, se lasciano segni dolorosi, ma pur sempre guaribili sul corpo, sono destinati a lasciare tracce il più delle volte indelebili nell’anima e nella mente di donne e bambini?

Nulla di nuovo, sotto il sole, ma questa volta ci par di capire che il Questore di Ferrara scenda in campo con molta determinazione in difesa delle donne. Ogni caso di violenza domestica ha sempre lo stesso copione: un marito che usa violenza contro la moglie durante una discussione, perché dice di aver perso il controllo di sé, quindi se ne dichiara dispiaciuto .

Casi come questo, ce ne sono tanti, scrive nel suo comunicato il dottor Capocasa, che riferisce di aver dato un ammonimento dall’inizio dell’anno, ogni 7 giorni. I dati nel nostro Paese segnalano che ogni tre giorni una donna è vittima di femminicidio, che  per sette donne su dieci l’assassino ha il volto del marito, compagno e fidanzato e che ci sono oltre 2.000 fra bambini e ragazzi orfani di una madre uccisa dal compagno .

“Sono dati, scrive il questore di Ferrara, che  ci restituiscono l’immagine di una società che non riesce a liberare le donne dal loro inferno privato, reso ancora più livido dalla pandemia. Le armi del diritto, della legalità e della giustizia non riescono ad arginare un fenomeno che richiede un deciso cambiamento culturale, più forte dell’indifferenza, dell’intolleranza e dell’ignoranza, capace di restituire a ciascuna donna il diritto a essere pienamente libera, pienamente se  stessa.”

Le donne muoiono prevalentemente in famiglia, E ad uccidere, sono gli uomini titolava qualche settimana fa un giornale, mentre gli uomini muoiono per mano di sconosciuti. Pochi dati ma essenziali per far capire che il fenomeno della violenza maschile contro le donne e, con esso, dei femminicidi, ormai strutturale

La segnalazione di atti di violenza dentro le mura di casa può prevenire il peggio, ma non bisogna più soltanto fare appello alle vittime perché denuncino fin dai primi segnali il pericolo. I messaggi oggi devono rivolgersi agli uomini. il questore ricorda l’ importanza del protocollo ZEUS, (realizzato a Ferrara nel dicembre  2020 e adottato da altre 10 Questure ), che prevede un percorso di  recupero volontario degli uomini maltrattanti per interrompere una rischiosa escalation di tante possibili forme di violenza di genere.

Dalia Bighinati

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