Maltratta l’ex coniuge, ammonimento del Questore di Ferrara

Una separazione non accettata dall’ex coniuge, dopo una convivenza durata anni, costellata da tensioni dovute principalmente alla gelosia. Terminato il rapporto, l’uomo iniziava a perseguitare la vittima, tempestandola di telefonate e minacciandola sino all’uso della violenza, sia di natura fisica che psicologica, tale da cagionare alla donna precarie condizioni di vita e un perdurante stato di ansia.

Dopo essere stata ancora una volta aggredita, con schiaffi, calci, strattonamenti e minacciata, decideva di denunciare e raccontare i maltrattamenti fisici e le vessazioni psicologiche subite.

Il Questore di Ferrara, Cesare Capocasa, dopo gli ultimi avvenimenti lesivi, previa verifica dei fatti indicati, attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, ha disposto la misura dell’Ammonimento.

Con la misura dell’AMMONIMENTO, viene intimato all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sui contenuti del protocollo ZEUS.

Il protocollo ZEUS per il recupero volontario degli uomini maltrattanti è una iniziativa che può rivelarsi particolarmente preziosa per tutelare meglio le donne e prevenire tante possibili forme di violenza di genere.

Prevedere un possibile intervento psicologico sull’uomo già nella fase dell’Ammonimento del Questore significa anzitutto lavorare per arrestare una escalation di comportamenti che può spesso degenerare. Intervenire in tempo vuol dire arrestare quel circuito e così spesso scongiurare conseguenze molto gravi. Iniziare immediatamente un percorso di rieducazione dell’uomo maltrattante significa chiedere una vera assunzione di responsabilità fare quel salto di qualità necessario che consente finalmente di non chiedersi più cosa abbia fatto la donna, ma perché un uomo può sentirsi il diritto di agire violenza o abusare di lei. Un cambio di prospettiva che pone al centro, non più le tanto presunte quanto inesistenti responsabilità delle donne, ma in definitiva quelle dell’uomo maltrattante.

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