Marco Mazzucchi, una rivelazione in casa United

Per il giovane centrale di Rovereto una passione per la pallamano sbocciata a 13 anni

“La pallamano – da un po’ di anni a questa parte – rappresenta, per me, un punto di riferimento su cui fondare la mia giornata e, oserei anche dire, la mia vita: le esperienze vissute attraverso questo sport mi hanno avvicinato alla facoltà di Scienze Motorie che sto frequentando e quindi anche a ciò che probabilmente sarà il mio futuro lavoro.” Marco Mazzucchi, classe 2001, è un talentuoso pallamanista che in questa stagione milita con la casacca di Ferrara United e che, nonostante la sua giovane età, rappresenta una delle rivelazioni del campionato. Nato a Rovereto – in provincia di Trento – e la passione per la pallamano sbocciata all’età di 13 anni. “Fin da quando ho iniziato a giocare”, le sue parole, “mi alterno nei ruoli di centrale (nella mia categoria under) e ala (nelle categorie maggiori). Il mio più grande difetto, sportivamente parlando? L’ altezza: sono alto 1.70 e in uno sport come quello che pratico il fisico è importante. Non a caso per riuscire a sopperire a questa “mancanza” ho sempre lavorato molto sul mio fisico per riuscire a sviluppare forza e velocità. Un altro fattore su cui ho sempre puntato molto è la tecnica: a mio avviso solo attraverso una buona tecnica un giocatore riuscirà a sviluppare in modo più semplificato quelle che saranno anche le azioni di gioco e quindi sarà più semplice riuscire a giocare.” Una carriera, quella di Marco Mazzucchi, già di assoluto prestigio. Gli esordi nella squadra del suo paese dove ha militato nelle categorie giovanili; all’età di 15 anni è riuscito a collezionare le prime presenze in A2 e le prime reti. A 16 anni il suo sbarco a Pressano dove ha trovato un ambiente molto professionale ed accogliente. “L’ esperienza in quel di Lavis”, incalza Marco, “ha cambiato totalmente la mia visione della pallamano. Grazie a Branko Dumnic e Alain Fadanelli, gli allenatori che mi hanno accompagnato nel cammino con i gialloneri, la pallamano è diventata – per me – una priorità. Grazie alla professionalità dello staff di Pressano mi sono potuto allenare molto duramente ed in maniera ottimale: questo mi ha fatto migliorare parecchio. In questo periodo ho avuto il piacere di essere convocato per diverse partite nel massimo campionato italiano: su tutte la gara di Supercoppa a Salerno (che siamo riusciti a vincere) e la finale di campionato di A1. Inoltre anche a livello giovanile sono riuscito a togliermi una soddisfazione durante le finali che si sono disputate a Benevento dove sono stato premiato come migliore ala sinistra del torneo.” Capitolo Ferrara United. “Mi sto trovando molto bene, prima di tutto con i miei nuovi compagni che mi hanno accolto a braccia aperte. Il progetto è molto interessante ed ambizioso: creare una squadra così giovane che possa riuscire a competere con alcuni giocatori di grande esperienza che ci sono nel nostro campionato è difficile, ma io sono fiducioso. Vedo una squadra che ha tanta voglia di lavorare e soprattutto di dimostrare il proprio valore. A livello di prestazioni possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti; abbiamo commesso un paio di passi falsi…. ma tutto sommato la stagione non sta andando male. Personalmente devo dire che alcune prestazioni sono state sotto tono, però sono contento della fiducia che mi stanno dando il mister ed i miei compagni.” Per il futuro legato a questa stagione? “Bisognerà discuterne di settimana in settimana: a causa della pandemia non è mai certo se il sabato si potrà giocare. Questo scompone tutto quello che il programma di allenamento prevede e, soprattutto, la preparazione mentale che sta dietro alla partita. Io – comunque – sono fiducioso: con il mister ed il preparatore atletico stiamo lavorando duramente e molto bene! Quindi credo che potremmo dare del filo da torcere a molte squadre, è tutto da vedere.” La conclusione rispecchia tutta la grandezza di questo fuoriclasse. “Non mollare mai: solo così, a mio avviso, “si potranno raggiungere i propri obiettivi. Sarà ancora più difficile raggiungerli se si smette anche di provarci.”

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