Martina Lo Biundo: “La pallamano, ma tutto lo sport da sempre nella mia vita”

Costantemente motivata, pronta ad ascoltare tutti i consigli e con gran parte delle giornate trascorse in palestra

“La pallamano – per me – è uno stile di vita: in generale fare attività sportiva (fin da bambini) è importante perchè ti forma e ti insegna tanti valori che poi ti rimangono per sempre. Se ad oggi sono la persona che sono, infatti, è soprattutto grazie a questo meraviglioso sport. Così come devo tanto anche alla mia società – l’Ariosto – dove sono cresciuta, sportivamente e umanamente parlando.” Martina Lo Biundo, classe 1997 e ferrarese doc, non nasconde tutta la sua sconfinata predilezione per la pallamano ed un attaccamento per la maglia non certo indifferente.” Un amore sbocciato a otto anni (dopo aver provato altri sport tra cui danza, pallavolo ed equitazione) quando frequentava la scuola elementare proprio di fianco al PalaBoschetto. “Tra l’attività promozionale nelle scuole e vari tornei giovanili organizzati dalla società”, incalza l’ala sinistra, “mi sono avvicinata a questo mondo per curiosità e da un semplice gioco è diventata una vera e propria passione.” L’ Ariosto Pallamano Ferrara, dunque. “Trascorro gran parte del mio tempo in palestra con persone che mi conoscono da sempre e che mi hanno vista crescere: è una seconda famiglia a tutti gli effetti. Con questa maglia ho militato in tutte le categorie giovanili fino ad arrivare in pianta stabile in prima squadra. Purtroppo, in passato, ci sono stati alcuni problemi ed è per questo che ho militato per due stagioni nelle fila della squadra femminile dell’Estense, ma poi fortunatamente ci sono stati gli estremi per una riconciliazione e sono contenta di essere tornata. Con questa società ho condiviso tante gioie, dolori, momenti positivi e negativi…. ed è proprio questo il bello.” Pregi e difetti? “Sono una giocatrice a cui piace lavorare con serietà e costanza, ascolto sempre ben volentieri i consigli costruttivi, così da migliorarmi. Preferisco sempre giocare per la squadra piuttosto che individualmente. Nei momenti di difficoltà tendo a buttarmi giù, ma è un aspetto su cui sto lavorando.” Il bilancio di questa prima parte di stagione. “Personalmente parlando non è iniziato nel migliore dei modi: tra problemi per il Covid ed un brutto infortunio alla caviglia, ho ripreso a giocare effettivamente da un mese. In generale, quest’anno in squadra ci sono tante ragazze giovani che si sono integrate bene con le più esperte e che stanno dando il loro contributo; nonostante un avvio di campionato un po’ complicato, abbiamo comunque lavorato duramente e i risultati – ad oggi – si vedono, visto che veniamo da quattro vittorie su cinque partite disputate. Ora stiamo bene, il gruppo è unito ed affiatato; abbiamo la consapevolezza di poter far bene anche nel resto della stagione. Il campionato è ancora lungo però, quindi è importante non abbassare la guardia, rimanere concentrate e continuare a lavorare.” Fuori dal campo? “Sono una studentessa: frequento l’ultimo anno di Giurisprudenza a Ferrara e dopo la laurea mi piacerebbe intraprendere la carriera forense e magari rimanere comunque legata alla pallamano. Nel poco tempo libero che mi rimane, sono una normale ragazza di 23 anni a cui piace uscire con gli amici ma anche stare in casa in relax a leggere un libro o a guardare le serie tv.” La forza di Martina non è solamente in campo, ma anche nella vita e nei momenti molto difficili proprio come questa pandemia. “È un periodo piuttosto brutto per tutti. Per me, in particolare, è stato straziante perchè – oltre al lockdown e a tutti i problemi che ne sono derivati – a marzo di quest’anno, purtroppo, ho perso mia mamma a causa di un tumore contro cui stava combattendo da diversi anni. Come me, tante altre persone per colpa del virus non hanno potuto dire addio ai propri cari: è una cosa devastante. Ormai è da quasi un anno che ci siamo dentro ed è importante continuare a fare dei sacrifici e seguire le regole perchè solo così potremmo uscirne.” Martina non ha un motto particolare a cui si ispira, ma un pensiero meraviglioso. “Mia mamma è sempre al mio fianco – ne sono certa – anche quando scendo in campo. Il numero 14 è dedicato proprio a lei, in considerazione della sua data di nascita: il 4/1 (nella maglia è rovesciato) .”

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