Massimo Ganzerla dal judo al ju jitsu

Dal 1992 si è dedicato all’insegnamento e ha aperto una serie di palestre


Nelle arti marziali, il conferimento di un grado ha valore marziale solo se è il riconoscimento di un livello raggiunto, se c’è il rispetto dei tempi e delle regole, altrimenti è grave conferirlo ed è grave accettarlo. Soprattutto avrà si valore legale ma non marziale, quindi immeritevole del necessario rispetto”. Partiamo da questo concetto essenziale e veritiero per “raccontare” Massimo Ganzerla: un esempio, un punto di riferimento sulla materassina e nella vita. Uomo esemplare e sportivo ineccepibile, classe 1957 di Mirandola (anche se nato a Poggio Rusco), una carriera marziale iniziata con il Judo per poi ampliarla con il Ju Jitsu: “Ho iniziato questa disciplina”, le sue parole, “quando nel 1988 ho conosciuto il Maestro Silvano Piero Rovigatti. Sono sempre stato molto amante della difesa personale ed approfondendo questo sport che amplia il discorso agonistico del Judo entrando – appunto – nella difesa personale, ho intrapreso questo percorso”. Massimo Ganzerla è Maestro qualificato FJJI e JJIF, cintura nera 7°DAN nel percorso AREA SELF-DEFENCE per forze dell’ordine, agenzie di sicurezza, vigilanza e privati. “Dal 1992 insegno. Sempre nello stesso anno ho aperto la mia palestra a Carpi; nel 1994 ne ho aperta un’altra a Bolzano e – sempre in quegli anni – ne ho aperta una anche a Castelnuovo Bariano, mantenendo sempre come principale la palestra di Carpi che ancora oggi è molto attiva. Ho diverse esperienze a livello nazionale nella gestione di corsi, dai bambini fino agli adulti. Le soddisfazioni sono davvero tantissime, a partire proprio dai più giovani: se mantengono questo percorso, i miglioramenti sono evidenti e crescono giorno dopo giorno. È fondamentale che ci sia una crescita fisica ma anche mentale, nella scuola, nei rapporti con gli altri attraverso l’autocontrollo ed un profondo rispetto nei confronti del proprio essere e verso le persone che incontri”. “Si cerca sempre di trasmettere una passione come voglia di migliorarsi”, prosegue il Maestro, “ma anche voglia di superare i problemi che si possono incontrare nella vita. Il Ju Jitsu è un rinforzare il proprio essere, sia interiore che esteriore. Ti alleni non soltanto da un punto di vista sportivo, ma anche per la quotidianità. Chi intraprende e prosegue questo sport con costanza e dedizione, raccoglie frutti notevoli in tutti gli aspetti…. imparando a gestire anche le proprie paure”. Piuttosto significativa la conclusione: “Tutto quello che ci succede possiamo lasciarcelo alle spalle e – passo dopo passo – puntare a dove dobbiamo e vogliamo arrivare. Se ci si ferma davanti ad un ostacolo, non si arriva da nessuna parte. È necessario, sempre senza fretta, migliorare il proprio percorso”. Nella foto, da sinistra a destra: i Maestri Ganzerla e Rovigatti.

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