Matteo Renzi a Strasburgo: esordio combattuto, ottima la diretta tv

renzi_ueMatteo Renzi inaugura a Strasburgo il semestre di Presidenza italiana nel Parlamento europeo. 

«Se l’Europa facesse un selfie, mostrerebbe il volto della noia. Eppure, il mondo fuori di qui corre veloce».  Non si è fermato alle battute stile Renzi, il discorso di apertura del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea tenuto oggi dalle 15 da Matteo Renzi. Un discorso di diciotto minuti, trasmesso in diretta da Strasburgo dal TG1  che ha consentito di assistere dal vivo ad un dibattito spigoloso, che ha messo a fuoco contrasti e divergenze fra opposti schieramenti . Primo fra tutti l’antitesi fra rigore e sviluppo, un tema che il presidente Matteo Renzi ha posto con forza,  per chiedere un cambio di passo, da un’Europa del rigore fiscale all’Europa dello sviluppo e della flessibilità sul Patto di stabilità..

Un discorso fatto di belle parole, come ha detto criticamente la parlamentare DEL PPE, Elisabetta Gardini,  ancor più duramente commentate dal nuovo capogruppo Ppe, il tedesco Manfred Weber (Cdu), che ha attaccato duramente il premier sul tema della «flessibilità». «I debiti non creano futuro, lo distruggono», ha detto Weber implacabile, dobbiamo continuare» sulla linea del rigore, sottolineando che «l’Italia ha il 130% di debito, e chiedendosi dove prende i soldi».

Matteo Renzi ha parlato di valori fondativi dell’Unione, di identità da ritrovare, di nuova solidarietà fra i popoli, ma anche di regole, di riforme,   degli impegni assunti su questo piano dall’Italia, di  questione finanziaria da non sottovalutare, ma anche di solitudine di tanti cittadini  travolti dalla crisi. “Necessario, ha detto,  superare l’Europa delle burocrazie, necessario affrontare insieme il grande dramma dell’immigrazione che vede l’Italia abbandonata a se stessa”.

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