Medicina, a Ferrara lo scheletro bionico per camminare anche dopo una lesione – VIDEO ED INTERVISTE

scheletro bionicoMichael ha 44 anni. Da 13, dopo un volo da una impalcatura di due piani dove lavorava come muratore, per una lesione al midollo spinale, viveva fra il letto e una seggiola a rotelle.

Nel 2010 però diventa l’interprete di un progetto sperimentale dell’università del Tennessee e oggi, grazie a una specie di scheletro bionico, un esoscheletro, è in grado di poter camminare e vedere, come tiene a sottolineare lui, le persone dirette in faccia.

Un miracolo della tecnologia che viene messo a disposizione della medicina riabilitativa che proprio a Ferrara ha deciso di tenere il 43°congresso nazionale della società italiana di medicina fisica e riabilitativa.

A Ferrara infatti da domenica si tiene, nei padiglioni della fiera, Simfer.

Un convegno che oggi ha voluto mettere a confronto le eccellenze in campo tecnologico riabilitativo e che si stanno sviluppando sopratutto negli Stati Uniti ma anche in Europa soprattutto in Gran Bretagna e in Olanda.

Oggi infatti al congresso sono stati presentati gli esoscheletri, cioè queste nuove macchine che attraverso impulsi e vibrazioni permettono a chi non può più farlo di camminare.

Michael, che indossa questa macchina anche quando è seduto sulla seggiola a rotelle infatti, attraverso un controller che si può scaricare sul proprio cellulare, di volta in volta dà gli impulsi necessari per camminare o superare un ostacolo.

Una macchina che viene dal futuro e che a Ferrara, al centro San Giorgio viene sperimentata in collaborazione con il centro riabilitativo di Boston, spiega il padre della medicina riabilitativa estense, il professor Nino Basaglia.

Una di queste macchine è oggi disponibile sul mercato anche con circa 30mila euro e un domani potrebbe essere una tecnologia che lo stesso sistema sanitario nazionale potrebbe adottare visto che potrebbe abbattere dei costi di cura che oggi vengono ancora sostenuti.

Al convegno oltre all’esperienza di Michael è stato raccontata anche quella di un giovane studente e di un ex artificiere, tutti americani.


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