Medico Ausl a giudizio per violenza sessuale su pazienti

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La Procura di Ravenna ha chiuso le indagini con un giudizio immediato contro il 50enne medico specialista dell’Ausl della città romagnola accusato di avere compiuto abusi sessuali nei confronti di alcune pazienti incontrate durante visite specialistiche.

Si tratta di espliciti palpeggiamenti e carezze dalla valenza sessuale che l’uomo – 50 anni, originario di Pescara e in passato docente all’università di Ferrara – ha tuttavia sempre tenacemente negato.

Dei sei casi emersi durante le indagini della polizia coordinate dal Pm Monica Gargiulo, sono due quelli che hanno alimentato l’accusa: si tratta di un’altra dipendente dell’Ausl e di una paziente di origine straniera. Per le altre donne, è mancata formale denuncia nei tempi previsti dalla legge. Le indagini si erano innescate dalla querela presentata l’anno scorso da una donna che a un mese circa di distanza dai fatti aveva lamentato attenzioni non gradite all’interno di un ambulatorio Ausl distaccato dall’ospedale ravennate. A quel punto l’apposita sezione della squadra Mobile aveva sentito a campione altre pazienti allargando l’inchiesta. La direzione della struttura ospedaliera, d’intesa con il responsabile dell’unità operativa per la quale lavorava l’accusato, aveva quindi escluso il medico in questione da tutte le attività ambulatoriali, sia in regime istituzionale che libero-professionale. Nel luglio scorso per l’uomo – difeso dagli avvocati Giancarlo Ridolfi di Ravenna e Fabrizio Basile di Bologna – erano scattati gli arresti domiciliari con contestuale sospensione dal lavoro.

(ANSA)

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