“Memorie liquide” al Museo Boldini

E’ un punto di rottura con la pittura di Giovanni Boldini. Allo stesso tempo è però un dialogo fluttuante con le opere e gli ambienti del maestro della Belle Epoque.

La mostra di Mustafa Sabbagh, fotografo internazionale della moda, entra e irrompe a Palazzo Massari e diventa l’anteprima di un concetto nuovo di museo che punta, finanziamenti permettendo, a diventare l’agorà di un centro cittadino attraverso la fruizione dell’arte.

Un’esposizione quella di Sabbagh, per metà giordano e per metà italiano, per molti anni vissuto a Ferrara, fatta di 15 fotografie, che da domani fino alla fine di settembre saranno una ventata di ossigeno a un museo che nel 2013 chiuderà per un restauro che lo restituirà alla città in una veste e in una funzione completamente nuova.

Quella di Sabbagh è un’arte spigolosa e a tratti cruenta com’è oggi il mondo contemporaneo…

Un’arte che tuttavia ha in comune con il Boldini il gusto per l’estetica. Tutti e due infatti, anche se in epoche diverse, attraverso le opere fanno sognare rappresentando la bellezza perfetta.

Sabbagh a Palazzo Massari apre finestre là dove non ci sono e rappresenta uomini che oggi più che mai si fanno schiacciare dalla donna ultramoderna, più libera rispetto al passato…

Provocazioni per avvicinare anche i più giovani all’arte.

IL restauro del museo, annunciato questa mattina nel corso della presentazione alla stampa della nuova mostra, insomma punta su un’apertura degli spazi alla comunità estense.

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