Mesola nuova capitale del Delta – VIDEO

castello mesolaE’ la delizia estense più imponente e maestosa che ci abbiano lasciato i Duchi d’Este: il castello di Mesola tornerà ad essere aperto al pubblico da sabato 21, con un’inaugurazione in musica e una mostra di pittura del maestro Lenzini.

L’appuntamento è alle 17.30 per la cerimonia di apertura e alle 21 per la rappresentazione nel piazzale antistante il Castello de La Traviata.

Incastonato nel Parco del Delta, divenuto nel 2015 Area Mab Unesco, il Castello Estense di Mesola è una delle delizie estensi più scenografiche del territorio ferrarese: ville, castelli, dimore aristocratiche che insieme a Ferrara città d’arte e cultura sono riconosciute dall’Unesco come World Heritage, patrimonio culturale dell’umanità da conservare nella loro unicità, ma soprattutto da godere per ciò che hanno di irripetibile.

Ed è con questo obiettivo che sarà riaperto sabato 21 luglio il Castello Estense di Mesola, rimasto chiuso ai visitatori per sei mesi, per lavori di restauro, che ne hanno voluto valorizzare l’eccellenza non solo architettonica e museale – il castello è già sede di due musei – ma la sua natura di splendido contenitore di mostre temporanee e di eventi culturali.

Un messaggio che l’inaugurazione fissata per sabato 21 luglio alle 17.30 lancia al pubblico dei visitatori con una mostra di pittura Transiti del maestro bondenese Pietro Lenzini, Incisore, pittore, scenografo, scultore, docente ed esperto d’arte e d’architettura, uno degli ultimi eredi della scuola faentina novecentesca caratterizzata da una umanistica molteplicità di interessi.

Accanto alla mostra la grande musica verdiana con una esecuzione de La Traviata, la sera dalle 21, che vedrà protagonista l’Orchestra Città di Ferrara, oltre al Coro Teatro Verdi di Padova.

Con questo evento Mesola inaugura una stagione estiva ricca di eventi, che avrà nelle due sagre autunnali l’opportunità di abbinare alla cultura, all’ambiente, allo spettacolo anche le delizie della produzione agroalimentare, che hanno il loro punto massimo nella coltivazione del radicchio, nella produzione dei funghi e del tartufo.

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