Mezzogori migliora e non demorde. Comitato S.Camillo: “L’ospedale non si tocca, continueremo a difenderlo”

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Dopo chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale a Comacchio continuano le proteste.

Mentre il sindaco Marco Fabbri sta pensando di presentare un esposto in Procura, il comitato continua la propri battaglia in difesa dell’ospedale. Intanto migliorano le condizioni del portavoce della Consulta, Manrico Mezzogori che ieri, durante un’azione dimostrativa, ha avuto un incidente.

Era salito sul terrazzo sopra l’ingresso del pronto soccorso per protestare contro la chiusura del pronto soccorso, e dopo essersi legato con una corda si è calato dalla struttura. Ma qualcosa non ha funzionato e per Manrico Mezzogori, portavoce della Consulta Popolare, sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco.
L’estremità della corda, che Mezzogori si era fissato in vita, è scivolata sotto l’ascella fino ad arrivare a stringergli il collo.

Il leader del movimento per la Salvaguardia del S.Camillo, che aveva già inscenato un’azione dimostrativa simile lo scorso ottobre (quando la consulta ha iniziato ad occupare pacificamente l’ospedale per tentare di fermare la trasformazione della struttura in Casa della Salute) è stato così costretto a ricorrere alle cure dell’ex pronto soccorso, dove è stato tenuto in osservazione per qualche ora. Subito dopo il leader de movimento aveva già annunciato il prossimo passo che la consulta avrebbe fatto per continuare la battaglia.

Dal pomeriggio di mercoledì 8 gennaio il primo soccorso è di fatto chiuso e per le urgenza si deve chiamare il 118, oppure recarsi all’ospedale del Delta di Lagosanto.

L’azienda usl ha potenziato il servizio aggiungendo un’auto medica e due ambulanza.

mezogoriMercoledì sera, davanti al S.Camillo si sono radunate un centinaio di persone.. Insieme alla Consulta per la salvaguardia del S.Camillo anche l’altra Consulta, quella per la Salvaguardia del Delta, che sta portando avanti la protesta contro il servizio di pediatria, secondo la consulta più che depotenziato, deciso dalla riorganizzazione della sanità provinciale.

“Sono indignato come tutti i miei cittadini e disapprovo le modalità con le quali l’Azienda Usl ha interrotto un servizio pubblico indispensabile, ha sottolineato il sindaco Marco Fabbri, arrivato al S.Camillo verso le 19. Per il primo cittadino di Comacchio l’A.Usl ha attuato “un blitz senza dare comunicazioni preventive alle autorità locali e agli utenti. Io stesso sono stati avvisato a fatti avvenuti, l’avviso dell’A.Usl mi è arrivato in posta elettronica alle ore 14,03 di mercoledì 8 gennaio, ha continuato Fabbri. Ed è ancora più grave, se confermata, è l’affermazione del direttore generale Saltari con cui, continua Fabbri, riferisce che l’operazione sarebbe avvenuta in accordo con le autorità: Prefettura, Questura, Comando Provinciale Carabinieri e Presidente della conferenza socio-sanitaria. All’ospedale non si sono registrati solo disordini ma anche disagi e disservizi visto che alcuni cittadini si sono rivolti al punto di primo intervento, senza ottenere informazioni adeguate e tempestive”, conclude il sindaco che attende delucidazioni e si riserva la facoltà di rivolgersi alle opportune sedi giudiziarie.

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